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Parte la Fase 2 del tribunale:
udienze fissate fino al 31 maggio
«Ipotesi box in plexiglass nelle aule»

ANCONA - Si riorganizzano le attività del palazzo di giustizia. Il civile, dove possibile, va avanti con i video-processi. Più difficile amministrare il penale, dove verranno trattati fino a fine mese pochi procedimenti. Poi, l'auspicio da parte del presidente Giovanni Spinosa di poter allentare le maglie, adottando anche misure come l'installazione di separé plastici
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Il tribunale di Ancona

 

di Federica Serfilippi

Dopo due mesi di lockdown e la decisione presa a livello nazionale di sospendere le udienze non urgenti, si rimette in moto l’attività del tribunale di Ancona. Con i dovuti accorgimenti e alcune limitazioni. Le udienze sono state messe a calendario fino al 31 maggio. Quelle penali sono poche e, dove possibile, verranno trattate con sistemi da remoto. Più ampia l’attività del civile che, a differenza del dibattimento penale, per alcuni fascicoli si adatta maggiormente alla videoconferenza.  Oltre la metà del personale degli uffici si trova ancora in smartworking. L’accesso al palazzo di corso Mazzini è consentito solamente a chi indossa la mascherina. Sono stati predisposti dei percorsi differenziati per chi entra ed esce, chi sale e chi scende. Inoltre, sono stati collocati ovunque i dispenser di gel igienizzante e i cartelli che ricordano le buone usanze per ridurre il rischio contagio. «Le udienze – afferma il presidente del tribunale Giovanni Spinosa – sono state fissate fino a fine maggio perchè vogliamo procedere gradualmente. Mi sembra pessimistico pensare che la situazione epidemiologica di giugno possa essere la stessa di maggio. Ho chiesto ai giudici quali processi potevano essere fatti e quali no. Solo loro conoscono l’identità di un procedimento. Il numero di udienze penali fissate è ridotto». Non bisogna dimenticare una cosa: «che i processi penali si basano sul rapporto personale tra le parti, sul confronto tra le persone. Per esempio, un procedimento che tratta una violenza sessuale richiede ore e ore di esame della parte offesa e un controesame difficile e complesso. E’ una situazione che necessita misure imponenti di contenimento». Insomma, nella fase testimoniale c’è bisogno di un contatto visivo che con la videoconferenza può venir meno. Per accelerare i tempi e fissare più udienze a giugno, il presidente ha pensato a misure innovative, da adottare in almeno due aule.

Il presidente del tribunale Spinosa

«Fissare dei box in plexiglass per separare le sedute, in modo da attivare udienze con parti in più, anche testimoni. Ma dobbiamo fare i conti con autorizzazioni e disponibilità economiche. Inoltre, entro questo fine settimana dovremmo avere a disposizione delle frecce da collocare sul pavimento per rendere unico il senso direzionale degli utenti. Infine, mi piacerebbe avere all’ingresso il termoscanner».  Nonostante la graduale ripartenza, il rischio è che comunque molte udienze vengano lasciate indietro: «Su qualche processo, probabilmente, ci sarà da forzare i tempi e, se se ne dovesse dichiarare l’urgenza assoluta, fare le udienze ad agosto». Per il resto, vale una sola regola: «Non bisogna correre e non bisogna avere fretta. Faremo quello che dobbiamo fare, ma ci ragioneremo successivamente. Ora, pensiamo ad arrivare a giugno con qualche accorgimento in più, con l’organizzazione e la consapevolezza di quello che si può fare». Sulla ripartenza del mondo giustizia è intervenuto il presidente degli avvocati Maurizio Miranda. In due mesi di stop «nonostante tutto – ha detto – non si è potuto evitare il rinvio di un elevato numero di procedimenti, soprattutto civili, ritenuti privi del carattere di urgenza. Ciò comporterà un ritardo a catena nella definizione dei procedimenti che è stimabile in almeno 6-8 mesi da aggiungersi all’ordinario tempo necessario per la definizione, già notoriamente non breve».

Maurizio Miranda, presidente avvocati

L’Avvocatura non può che ribadire che modalità in videoconferenza «devono essere caratterizzate dalla temporaneità connessa al momento che stiamo attraversando. La sacralità dell’udienza è un momento irrinunciabile per qualsiasi forma di processo che vede proprio in tale momento il massimo della sua celebrazione e, salvo i casi in cui l’attività  sia veramente limitata a mere formalità,  nessuna videoconferenza possa sostituire la funzione dell’Aula, soprattutto per quanto riguarda la trattazione dei procedimenti penali». Sulla pianta organica degli uffici: «Ad Ancona ma non solo viviamo una profonda crisi per la carenza di organico – ha ricordato – che ha creato ritardi e che è diventata ancor più cronica in questo momento storico. L’emergenza pandemica ha spostato l’attenzione ovviamente su altri aspetti e fermato il dibattito politico i cui toni si erano notevolmente alzati intorno alla giustizia ma non abbiamo mai cessato di auspicare il completamento delle piante organiche nel tempo più breve possibile».

 

 

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