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Bar e ristoranti ai blocchi di partenza:
«La prima regola sarà la sicurezza»

ANCONA - Nella fase 2 la birreria Amarillo riaprirà domani con il take away. Alla Raval Family si punta tutto sul distanziamento tra i tavoli senza plexiglass, il titolare del King Edward Pub spera che le persone «possano tornare a riempire la piazza» mentre Italia Nostra Italia Nostra Ancona chiede l'ampliamento delle Ztl nella città per favorire l'espansione dei dehors
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Il commercio anconetano si prepara per il pieno della Fase 2. Riaprono negozi e attività come bar e ristoranti che, per un periodo, si sono dovuti adeguare solamente al take away. La prima regola, ovviamente, è la sicurezza. Per questo, già nei giorni scorsi i locali hanno lavorato senza sosta per adeguarsi alle prescrizioni imposte dalla Regione e avallate, nella notte tra venerdì e sabato, dal governo centrale. Ieri, l’ultimo ritocco improntato dall’amministrazione regionale. Non tutti riapriranno con il servizio il tavolo. La birreria Amarillo di piazza del Papa, per esempio, ripartirà con il take away: niente tavoli, sarà possibile consumare le bevande solo all’esterno e i pagamenti saranno garantiti esclusivamente online.  «Mi appello al buonsenso dei clienti – ha detto Francesco Carluccio di Amarillo – sperando che fuori dal locale non si creino assembramenti». Niente apertura, almeno per l’inizio della prossima settimana, per Jetset.

«Aprirò – ha affermato il titolare Dario Argenziano – solo quando mi sarà chiaro come poter disporre i tavoli del locale, perchè non ho un magazzino interno. Per ora continuiamo con il take away. Spero che comunque ci siano dei controlli per evitare il rischio assembramenti. Posso limitarmi a dire ai clienti di rispettare le regole e usare tutte le prescrizioni imposte, ma non posso comandarli  e non sono in grade di pagare qualcuno per vigilare». Il plexiglass non verrà adottato dalla Raval Family: si punta tutto sul distanziamento tra i tavoli. Lunedì riaprirà la Dama-Cafè Bistrot: «Posizioneremo i tavoli a due metri di distanza uno dall’altro – ha spiegato Stefano Sebastiano – e un metro tra coperti se non si tratta dello stesso nucleo familiare. All’interno, il numero ovviamente sarà molto ridotto. Punteremo sui tavoli esterni». Silvio Matenco, titolare del King Edward Pub: «La speranza è che le persone possano tornare a riempire la piazza. Come da legge dovremo eliminare il buffet e punteremo soprattutto sull’esterno, dove gli spazi sono maggiori. Mi auguro che i controlli delle forze dell’ordine siano svolti per aiutarci e non per martellarci di multe. Anche per noi gestori tutto quello che vivremo da domani sarà una novità assoluta».

Proprio per permettere il rispetto delle norme anti Covid 19 con le più ridotte possibili perdite economiche a carico degli operatori commercial, Italia Nostra Ancona ritiene che sia «arrivato il momento di ampliare le aree pedonali e le Ztl nella città di Ancona, onde favorire l’espansione dello spazio per i bar e ristoranti all’aperto. Si raggiungerebbero così più obiettivi: andare incontro alle esigenze degli operatori commerciali, ampliare gli spazi a disposizione dei cittadini per le passeggiate, ridurre le aree percorse dall’inquinante traffico automobilistico prevedibilmente in aumento. – osserva l’associazione culturale e ambientalista – Pertanto Italia Nostra si esprime a favore della riduzione/eliminazione delle tasse e balzelli vari gravanti sugli esercizi commerciali e dell’aumento delle aree a loro disposizione, previsto dalla proposta di delibera comunale(in discussione domani) che propone la deroga all’art. 4 del Regolamento “Dehors”, approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. 15 del 15 gennaio 2013».

L’ipotesi sevondo Italia Nostra, sarebbe da applicare in via temporanea per un tempo massimo fino al prossimo 31 dicembre 2020 e fermo rimanendo la tutela della visuale prospettica e della fascia di rispetto libera da arredi. «Ciò perché la prescrizione dell’art 9 della Costituzione “la Repubblica tutela il patrimonio storico artistico e naturale della Nazione”, riguarda tutte le istituzioni e quindi anche il Comune di Ancona. Riteniamo infine che vadano rispettati tutte le altre norme comprese quelle che riguardano i livelli del rumore, a maggior ragione, nel Centro Storico, senza deroga alla normativa antinquinamento acustico».

Redazione CA

(fotoservizio Giusy Marinelli)

 

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