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D-day per parrucchieri ed estetiste:
«Non vedevamo l’ora di ripartire,
sembra il primo giorno di lavoro»

JESI – Dopo oltre due mesi di stop, sono ripartire le attività di cura alla persona, tra visiere, plexiglass, ingressi contingentati e un tocco di ironia: “Uno alla volta, uno alla volta per carità! Per carità! Figaro qua, Figaro là!" il cartello appeso nella parrucchieria di Graziano Fabrizi
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Graziano Fabrizi alias Figaro all’opera

 

di Talita Frezzi 

Sembra il primo giorno di apertura delle attività, un’avventura nuova anche se c’è chi le forbici le tiene in mano da più di 30 anni. Eppure l’emozione provata stamattina dopo tre mesi di lockdown è palpabile. Barbieri, parrucchieri, estetiste, onicotecniche sono di nuovo al lavoro. Finalmente. Una rinascita, per loro e per noi. «Sono emozionato, la gente è contenta, tantissimi clienti mi hanno aspettato e per questo li ringrazio di cuore» dice Graziano Fabrizi, in arte Figaro che accoglie un cliente alla volta, rigorosamente su appuntamento. E neanche a dire che si possa entrare ad aspettare nel suo ormai famoso salottino: alla porta c’è una catenella che permette solo un ingresso alla volta. E per chi non si fosse informato sui nuovi regolamenti, Figaro riassume nel suo solito buon dialetto jesino: “Uno alla volta, uno alla volta per carità! Per carità! Figaro qua, Figaro là!” e anche “lavadeve le ma – pijade i guanti”. «C’è stato da riorganizzarsi – racconta Fabrizi– un cliente per volta, poi si sanifica tutto e quel che si può si butta. La vera difficoltà per me è rinunciare alle chiacchiere nel salottino, al piacere di stare con i clienti anche mentre si aspetta, ma per adesso è così. Pazienza e andiamo avanti. Sembra il primo giorno, pure se questo lavoro lo faccio da tutta la vita».

Daniel Hasca nel suo salone Alternative

«E’ un modo nuovo di lavorare ma bisogna guardare il lato positivo e trasformare questa esperienza in opportunità – è l’idea di Daniel Costantin Hasca, titolare del salone Alternative dentro al centro commerciale La Fornace – ora lavoriamo solo su appuntamento e visto che il salone è grande, possiamo accogliere contemporaneamente fino a 7 clienti pur mantenendo una distanza di almeno 2 metri e assegnando a ciascuno una dipendente che li segue dall’inizio alla fine. Il locale è stato sanificato, usiamo mascherine, guanti e visiere. Abbiamo sospeso al momento i servizi di make-up, ricostruzione ciglia e ossigeno terapia, ma solo per una riorganizzazione degli spazi. Non vedevamo l’ora di ripartire».
Già ai nastri di partenza invece Giada Ferrari onicotecnica che opera con servizio di nail art negli stessi spazi del salone. «Ho installato una piccola parete divisoria di plexiglass tra me e la cliente – spiega – in modo da garantire sicurezza perché comunque dovendo curarle le mani dobbiamo stare vicine. Usavo anche prima guanti e mascherine, ma adesso la mascherina sarà obbligatoria anche per la cliente».

Giada Ferrari onicotecnica

Accaldate ma felici di essere di nuovo al servizio della clientela le ragazze di Back Stage, centro estetico di viale della Vittoria. «Fortunatamente abbiamo 7 cabine quindi possiamo tranquillamente accogliere e fare i trattamenti a 7 clienti contemporaneamente, assegnando a ciascuno una operatrice – spiega la titolare Martina Manoni – abbiamo eliminato la sala d’attesa, si lavora solo su appuntamento e raccomandiamo la puntualità. Ai clienti diamo delle ciabattine usa e getta e lasciano scarpe e borse in un mobiletto alla reception. Abbiamo sanificato tutti gli ambienti, eliminando per comodità suppellettili e prodotti in esposizione. Un’operazione che ripetiamo sempre a fine giornata. Mentre nelle cabine, già facevamo l’igienizzazione dopo ogni cliente, quindi questa abitudine non è mutata. Per la manicure abbiamo installato una parete divisoria in plexiglass, abbiamo anche prenotato la sanificazione del condizionatore, perché qui con guanti, mascherine e visiere non si respira già adesso, figurarsi quando sarà più caldo. Ci siamo adeguate, purtroppo dobbiamo fare i trattamenti corpo con i guanti e non è lo stesso, ma non possiamo fare altrimenti. E per trattamenti viso, visto che il cliente necessariamente non indossa la mascherina, noi dobbiamo usare le FFP2 e una visiera. Inoltre – conclude – prediligiamo i trattamenti cumulativi per lo stesso cliente, per contenere i costi sanificando quindi una volta sola la cabina usata dal singolo cliente. Precauzioni anche per noi e per le dipendenti: ci cambiamo e laviamo le divise qui ogni sera a 60 gradi».

Martina Manoni indica la V di vittoria per questa attesa ripartenza

La postazione per la manicure da Back Stage

L’eloquenza jesina

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