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Bagni pubblici carenti,
interrogazioni in Consiglio:
«Una questione di civiltà»

ANCONA - Ad sollevare il problema, Rubini (AiC) e Schiavoni (M5S). Alcuni servizi sono stati riaperti il 30 maggio. L'assessore Foresi: «La nuova burocrazia legata all’emergenza pandemia da Covid ha richiesto tempo suppletivo per organizzarci ed assicurare massima igienizzazione e sanificazione»
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Il bagno dello Scalone Nappi

di Giampaolo Milzi

La questione dei servizi igienici cronicamente carenti ad Ancona non viene del tutto “disinnescata” dall’assessore Stefano Foresi. Il quale ha risposto oggi pomeriggio in Consiglio comunale a due interrogazioni mirate sullo scottante tema presentate, rispettivamente, dalla consigliera Lorella Schiavoni, del Movimento 5 Stelle, e da Francesco Rubini, di Altra Idea di città (Aic). La buona notizia è che – sebbene con gravissimo ritardo – il 30 maggio sono state riaperte le strutture particolarmente strategiche del parco della Pineta del Passetto, di piazza Roma presso l’ex Cobianchi (lato ex Rettorato Univpm), quella in cima allo Scalone Nappi a due passi dalla cattedrale di San Ciriaco e l’edificio bagni che serve piazza D’Armi. «Mi rendo conto del disservizio, – ha detto in sostanza il responsabile politico del comparto Manutenzioni, Foresi, rispondendo alla Schiavoni – ma la nuova burocrazia e normativa legata all’emergenza pandemia da Covid ha richiesto tempo suppletivo per organizzarci ed assicurare massima igienizzazione e sanificazione». Foresi ha anche precisato che Anconambiente è incaricata della pulizia dei servizi igienici dei mercati, mentre la ditta Opera degli altri presenti nelle varie zone della città. Quanto alla pulizia, intesa in senso approfondito, c’è chi si aspettava di più. Per ciascun servizio due pulizie al giorno, in teoria radicali, e una sanificazione ogni fine settimana. Forti le perplessità espresse dalla Schiavoni nella sua replica, la quale – proprio perché non si è ancora usciti completamente dall’emergenza Coronavirus – ha giudicato inadeguata l’unica sanificazione prevista per il week-end. Polemiche, poi, anche sul fatto che, a differenza dei servizi igienici nei parchi della Cittadella, del Cardeto-Cappuccini, al “Belvedere” di Posatora, al “Gabbiano” di Collemarino e al Mercato delle Erbe in corso Mazzini, che avevano già riaperto l’8 maggio (e qui purtroppo l’elenco delle strutture presenti in città, dove esistono 66 siti tra parchi ed aree verdi pubbliche),  gli altri, appunto, sono tornati operativi solo alla fine del mese scorso.

Il bagno di piazza d’Armi chiuso a metà maggio

Schiavoni: «L’Amministrazione comunale aveva avuto tutto il tempo per pianificare il da farsi prima…». Concetto rimarcato con forza dal consigliere Rubini, il quale ha aggiunto «che la carenza di servizi igienici pubblici ad Ancona è un fatto assodato, annoso e gravissimo, primo per una questione di civiltà, e poi perché alcune categorie di persone, ad esempio gli anziani, in assenza di bagni pubblici sono costrette a non uscire di casa». E non finisce qui. Il semi-fatiscente edificio di piazza D’Armi, area dove da settimane è ripartito, con relativo via vai di gente, il mercato degli ambulanti bisettimanale (ogni martedì e venerdì) tutto sarebbe fuorché sanificato e pulito a dovere. «Ci sono stata sabato e lunedì scorsi personalmente per un sopralluogo – ha fatto presente la M5Stelle Schiavoni a Foresi -, i servizi igienici sono sporchissimi, uno schifo, e la porta del locale per le donne risulta scardinata da mesi». Foresi, dal canto suo, ha assicurato che tutti i servizi vengono controllati quotidianamente da operatori del Comune alla fine di ogni giornata.  Altra mezza buona notizia: l’impegno dell’Amministrazione comunale a valutare l’installazione di bagni chimici per rimediare in qualche modo la fortissima penuria di servizi igienici in tutto il territorio municipale. Già. Ma si tratta, per ora, solo di «una valutazione tra assessori», nessuna certezza quindi. Ed anche su questo punto la consigliera Schiavoni si è dichiarata insoddisfatta delle risposte ottenute. Punto sul quale si è soffermato nella sua replica anche Rubini. Il quale ha ricordato che, «dopo essere passata in commissione, giace dimenticata da un pezzo in attesa di essere votata in Consiglio comunale una mozione di Aic che auspica fortemente proprio la predisposizione di casottini-bagno autopulenti in molte zone di Ancona». Il primo, secondo anche il comune buon senso, dovrebbe essere installato nel parco del Passetto, ampio ben 13mila metri quadri, inaugurato il 1 giugno dell’anno scorso, il cui restyling, costato oltre 750mila euro, ha escluso la zona sopra la pista di pattinaggio, dove l’edificio che ospitava i locali di servizio della stessa, compreso quello dei bagni, è rimasto chiuso, e versa in condizioni molto precarie, con vistose lesioni murarie, che riguardano anche tratti dei percorsi pedonali. Infatti tutta la zona è transennata e inaccessibile.

Si riaprono i parchi, ma non tutti i bagni pubblici Out quelli del centro

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