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Il ritorno in classe a settembre,
Osimo studia soluzioni:
«Complicato senza fondi ministeriali»

L'ASSESSORE Alex Andreoli è al lavoro con il sindaco ed i dirigenti scolastici per individuale soluzioni ottimali che permettano le lezioni in presenza. «Abbiamo già elaborato i dati sulle dimensioni delle aule ma siamo preoccupati perché ad oggi il ministero non ci mette nelle condizioni di attuare le misure straordinarie necessarie ad una riapertura in sicurezza» sottolinea
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La didattica a distanza è stata definita nei due mesi di lockdown  come «un’opportunità» dal premier Giuseppe Conte ma tra gli obiettivi prioritari del governo c’è quello di far tornarea settembre,  tutti gli studenti a scuola «in presenza e in sicurezza».

Alex Andreoli

All’indomani dell’annuncio del primo ministro, Alex Andreoli, assessore alla scuola del comune di Osimo, con il sindaco Pugnaloni si è subito messo al lavoro per ricercare soluzioni ottimali. Nel corso di una video conferenza, oggi si sono cominciati ad abbozzare diversi scenari dopo l’analisi degli spazi garantiti nei diversi plessi scolastici. «Superata la prima fase, in cui abbiamo cercato di essere il più possibile a disposizione di dirigenti scolastici, docenti, famiglie e studenti nell’affrontare una fase molto delicata quale quella della transizione alla didattica a distanza, siamo ormai da tempo al lavoro per permettere la ripartenza a settembre del nuovo anno scolastico. – spiega Andreoli – Come amministrazione riteniamo fondamentale che gli studenti a settembre tornino in sicurezza sui banchi di scuola: la socializzazione, il confronto con i docenti e con i propri compagni e molte altre variabili non presenti nella didattica a distanza sono fattori centrali nell’educazione e nella crescita delle future generazioni».

In queste settimane l’assessore è rimasto in costante contatto con i dirigenti scolastici. «Siamo aperti alle loro proposte, a quelle di docenti, consigli d’istituto, gruppi politici, tecnici e professionisti, stiamo lavorando a più soluzioni – sottolinea – da poter mettere in campo nei prossimi mesi a seconda delle possibilità e delle indicazioni che il Ministero dovrà dare, elaborando tutti i dati a nostra disposizione (alunni, dimensione aule e disponibilità di altri spazi, inventario arredi scolastici,..). Siamo sinceramente preoccupati dal forte ritardo del Ministero dell’istruzione, che ad oggi non ci mette nelle condizioni di attuare le misure straordinarie necessarie ad una riapertura in sicurezza: al momento abbiamo un documento del comitato tecnico scientifico che evidenzia le problematiche esistenti, già note da tempo, pone alcune limitazioni e delega la riorganizzazione a dirigenti scolastici e enti locali; mancano però da parte del Ministero stanziamenti di fondi verso gli enti locali che consentano di affrontare la riorganizzazione straordinaria delle strutture e il reperimento e allestimento di nuovi spazi idonei. È importante inoltre considerare la necessità di unità di personale integrative per gli eventuali spazi aggiuntivi. Continueremo però a lavorare senza sosta, con la speranza che arrivino a breve risorse per attuare le misure richieste».

Il sindaco Pugnaloni in video collegamento con i dirigenti scolastici e l’assessore Andreoli

Anche per il sindaco Simone Pugnaloni è determinante far tornare bambini e ragazzi sui banchi. Nelle scorse settimane aveva lanciato l’idea di  far alloggiare le aule sotto tensostrutture, ipotesi anche la ministra alla Scuola, Lucia Azzolina sembra non aver scartato a priori. Proprio oggi, oltre alle indicazioni di base relative a distanza di un metro, mascherine, igiene personale e sanificazione dei locali, il ministro ha annunciato nuove risorse per la scuola per oltre 4 miliardi di euro e altri 330 milioni per l’edilizia scolastica leggera. Le disposizioni del decreto scuola dovrebbero venire insomma in aiuto dei sindaci. Ed è proprio quello che auspica Simone Pugnaloni. «E’ importante per i genitori e per gli studenti in ritorno in classe perchè la socializzazione è fondamentale per crescere insieme- scrive sui social media il primo cittadino di Osimo– Ma certo non è facile da organizzare: il Ministero ci sostenga con risorse certe ed immediate, noi intanto lavoriamo sodo».

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