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Covid, commemorazioni rinviate
per il parà Marco Mandolini

CASTELFIDARDO - Nel rispetto delle misure di prevenzione, la famiglia ha ritenuto necessario annullare la celebrazione del 25esimo anniversario della scomparsa del paracadutista ucciso in circostanze misteriose sulla scogliera di Livorno
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La lapide che ricorda Marco Mandolini sulla scogliera del Romito, a Livorno

 

«A causa delle restrizioni legate alla pandemia di Covid 19 e in ottemperanza alle disposizioni governative, la famiglia Mandolini ha ritenuto necessario rinviare la celebrazione del 25º anniversario della scomparsa del maresciallo Marco Mandolini, prevista per sabato prossimo, 13 giugno, a data da destinarsi». Ad annunciarlo sulla pagina Fb ‘Marco Mandolini una voce vera per un falso silenzio’ sono stati i familiari del parà fidardense accoltellato, ucciso in circostanze misteriose e ritrovato sulla scogliera del Romito di Livorno il 13 giugno 1995. Venticinque anni di indagini non hanno ancora chiarito i contorni della sua scomparsa. Il paracadutista 34enne della Brigata Folgore, istruttore per i corpi speciali nella base Nato di Weinghtren e caposcorta del generale Loi nella missione a Mogadiscio nel 1993, aveva combattuto anche in Libano e Kurdistan.

Marco Mandolini

Nel 2001 il suo caso fu collegato ai rischi dell’uso dei proiettili all’uranio impoverito sui fronti di guerra, agli emoderivati, ai vaccini iniettati alle truppe e alla Procura di Livorno era stata chiesta la riesumazione della salma. Nel corso degli anni hanno preso quota le ipotesi che ricondurrebbero il delitto all’ambiente dei servizi segreti, allo stoccaggio di rifiuti tossici e al traffico internazionale ma nessuna inchiesta è mai arrivata a un punto fermo. Nel frattempo i genitori di Marco Mandolini se ne sono andati senza conoscere la verità. «Per la nostra famiglia è un anno importante e significativo questo, avremmo voluto trascorrere questa giornata con tutte le persone care a Marco, ricordando un fratello, uno zio, un collega, un amico ma soprattutto un uomo, che ha ingiustamente perso la vita a causa di mani ancora ignote. – scrivono le sorelle e i fratelli del parà – Con la speranza che il ricordo di Marco ci riunisca presto, stringiamo in un abbraccio chiunque avrebbe avuto il piacere di partecipare alla commemorazione».

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