Crisi Electrolux, operai in aula:
ok unanime del Consiglio
contro la chiusura di Cerreto d’Esi

LAVORO - Assemblea unita per il ritiro del piano industriale della multinazionale. Gli operai in aula ad Ancona. Gli interventi dei consiglieri in vista del tavolo ministeriale del 15 giugno

di Gino Bove

La crisi Electrolux sbarca in consiglio regionale: c’è il via libera unanime a una mozione bipartisan per salvare lo stabilimento di Cerreto d’Esi ed evitare i licenziamenti. La seduta dell’Assemblea legislativa  si è aperta in un clima di forte apprensione, con una delegazione di circa 50 lavoratori del sito anconetano presente in aula per seguire il dibattito. La mozione unitaria, nata dopo l’accordo tra tutti i capigruppo, impegna formalmente la Giunta regionale a fare pressione sulla multinazionale svedese affinché ritiri il piano di esuberi e si sieda al tavolo delle trattative senza la minaccia dei tagli occupazionali. Il messaggio è chiaro e all’unisono: le Marche non possono perdere ulteriori presìdi industriali al di là delle appartenenze politiche. «Apprezzo l’approvazione della mozione, che è un po’ il succo della nostra volontà. La difesa del sito è un atto dovuto così come quella delle altre sedi – ha detto il Presidente della Regione, Francesco Acquaroli– Quando davanti a un piano industriale si dice “agiamo così perché c’è la concorrenza del mercato asiatico” significa che ogni artigiano e ogni azienda potenzialmente può presentarsi alle istituzioni e chiudere lo stabilimento. E’ concettualmente inaccettabile, se c’è un problema di sistema va affrontato in tutte le sedi. Un conto è difendere la competitività, altro è andare nei territori e andarsene al primo problema serio».

Andrea Putzu nella seduta odierna

Ad aprire la discussione e illustrare l’atto in aula è stato il consigliere Andrea Putzu (Fratelli d’Italia), il quale ha rimarcato con forza la compattezza dell’assemblea: «La mozione impegna la giunta regionale a proseguire le azioni rivolte a sollecitare l’azienda affinché ritiri il piano industriale- ha spiegato nell’intervento – sarà un grande segnale nei confronti dei lavoratori, ma anche nei confronti dell’azienda per far capire che su questo tema tutti noi siamo uniti a tutela delle imprese che investono, ma che devono continuare a far crescere le nostre terre, ma soprattutto a tutelare i tantissimi lavoratori che ancora oggi credono nell’azienda».

Sulla stessa linea, esprimendo il pieno appoggio delle minoranze, è intervenuta Valeria Mancinelli, capogruppo Pd: «Esprimo il nostro sostegno convinto a una mozione condivisa. È bene che di fronte a questa situazione ci sia una posizione unanime, forte e chiara da parte dell’intero Consiglio regionale, senza distinzioni politiche. Questo dà forza al Presidente della Giunta nei tavoli nazionali e dà forza al Governo per esercitare tutta la pressione necessaria affinché l’obiettivo si realizzi. La politica qui si assume le sue responsabilità e fa il suo mestiere. Questa vicenda non deve però esimerci, nelle prossime settimane, da una riflessione più generale che investe la classe dirigente di questo Paese e di questa regione sulle cause e sulle soluzioni di un fenomeno preoccupante: il sistematico calo del manifatturiero e del settore industriale che da anni colpisce le Marche in modo forte, non solo nel comparto del “bianco” ma anche nella moda. Non possiamo continuare a raccontarci che tutto va bene e che siamo un’eccellenza mentre perdiamo pezzi di industria ogni giorno, ma oggi è il giorno dell’unità e del sostegno sulla vertenza Electrolux». «Troppo comodo prendere i benefici qui e poi trasferirsi in un altro Paese. Parliamo di una multinazionale che ha già avuto molti aiuti dal nostro governo e non solo, quindi è una doppia presa in giro- ha commentato Massimo Seri (lista Matteo Ricci Presidente). Non va però inseguita sempre l’emergenza, ma prevenuta con determinate strategie».



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