Esuberi Electrolux, il ministro
Adolfo Urso convoca il tavolo al Mimit

CERRETO D’ESI – Ha fissato la data del 25 maggio dopo l’annuncio degli esuberi e del piano di riorganizzazione industriale presentato dalla multinazionale svedese. Spera (Ugl Metalmeccanici): «Inaccettabile, a rischio il 40% della forza lavoro», le preoccupazioni del Pd Fabriano

Il ministro Adolfo Urso in un vertice al Mimit

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato lunedì 25 maggio alle ore 15, presso Palazzo Piacentini, un tavolo sulla vertenza Electrolux, alla luce dell’annuncio degli esuberi e del piano di riorganizzazione industriale presentato dalla multinazionale di elettrodomestici. «All’incontro saranno presenti i rappresentanti dell’azienda e le organizzazioni sindacali, insieme ai rappresentanti delle Regioni in cui sono presenti gli stabilimenti del gruppo: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Marche e Veneto. – fa sapere una nota ufficiale del Mimit – Il tavolo ha l’obiettivo di approfondire le ricadute occupazionali e industriali della vertenza e di esaminare le possibili azioni a tutela dei lavoratori e della continuità produttiva».

Per Antonio Spera, segretario nazionale Ugl Metalmeccanici, e Francesco Stavale, coordinatore Ugl Metalmeccanici Electrolux «il piano di ristrutturazione annunciato da Electrolux è assolutamente inaccettabile. Parliamo di 1.700 esuberi su 4.500 addetti complessivi in Italia, una percentuale che sfiora il 40% della forza lavoro, oltre alla chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e alla riduzione delle produzioni con conseguenti ricadute occupazionali nei siti di Susegana, Solaro, Porcia e Forlì».« Una notizia che era nell’aria – proseguono i due sindacalisti in una nota – ma non ci aspettavamo numeri così elevati per quanto riguarda gli esuberi. È grave che, appena conclusa una prima fase di ristrutturazione, l’azienda annunci una seconda riorganizzazione con un impatto devastante sull’occupazione e sul tessuto industriale del Paese. Tutto questo ricade in maniera pesante sugli stabilimenti italiani ed europei, penalizzati da una concorrenza sempre più aggressiva dei prodotti provenienti da Paesi asiatici a basso costo. Una situazione che sta determinando scelte industriali drammatiche, come la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e di altri due siti produttivi all’estero, uno in Ungheria e uno in Cile, con conseguenze gravissime per migliaia di lavoratori e per l’intero comparto manifatturiero».

Nel frattempo proseguono le prese di posizione di amministratori e gruppi politici dopo la notizia della chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e le preoccupazioni per il futuro dei 170 dipendenti che vi lavorano. «Il Partito Democratico di Fabriano esprime profonda preoccupazione per le notizie relative agli esuberi annunciati da Electrolux e alla prospettata chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, una vicenda che colpisce duramente lavoratori, famiglie e un intero territorio già segnato da fragilità economiche e sociali. Ci associamo alle preoccupazioni espresse dalle istituzioni locali, a partire dai sindaci di Fabriano e Cerreto d’Esi, rispetto alla necessità di difendere il mantenimento dei livelli occupazionali e delle prospettive industriali dell’area montana. – scrive il segretario dem cittadino Francesco Ducoli – In un territorio che da anni combatte contro lo spopolamento, la perdita dei servizi e delle opportunità, il lavoro rappresenta un presidio essenziale di dignità, stabilità e futuro. Per questo, quanto sta emergendo in queste ore non può essere considerato soltanto una questione aziendale, ma una problematica che riguarda l’intera comunità».

Il Partito Democratico di Fabriano esprime «piena vicinanza a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori coinvolti, alle loro famiglie e alle organizzazioni sindacali impegnate nel confronto con l’azienda. Siamo convinti che le istituzioni locali, insieme a tutto il territorio, debbano agire in modo compatto e determinato affinché vengano tutelate l’occupazione, le competenze professionali e il tessuto produttivo costruito negli anni. Come Partito Democratico continueremo a sostenere ogni iniziativa utile a difendere il lavoro e a mantenere vive le prospettive industriali dell’area, nella consapevolezza che senza occupazione non esiste possibilità di crescita, coesione sociale e permanenza delle giovani generazioni nei nostri territori» conclude il Pd Fabriano.

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