Elettrodomestico in crisi,
tempesta su Electrolux:
a rischio 1.700 posti di lavoro
Una giornata drammatica per il comparto industriale italiano e, in particolare, per il distretto marchigiano. Mentre Electrolux Group annuncia un drastico piano di riorganizzazione nazionale che tocca circa 1.700 posti di lavoro per rispondere alle difficoltà del mercato europeo, dalle istituzioni locali si leva un grido d’allarme per la tenuta sociale del territorio, con la richiesta di un intervento immediato del Ministero delle Imprese.
«Electrolux Group – viene spiegato in una nota – ha avviato oggi un percorso per ottimizzare il proprio assetto organizzativo e produttivo in Italia. Il programma si inserisce in un più ampio piano globale del Gruppo, finalizzato a migliorare l’efficienza operativa complessiva e a ottimizzare in modo mirato la capacità industriale su scala globale, con l’obiettivo di rendere l’organizzazione più agile e competitiva. Il settore degli elettrodomestici – spiega – attraversa da anni una fase di marcata difficoltà in Europa a causa di diversi fattori, tra cui domanda persistentemente debole, una sempre maggiore pressione competitiva, costi strutturalmente elevati, e crescente complessità operativa. Questo difficile contesto ha reso necessario per Electrolux Group adattare il proprio assetto industriale allo scopo di garantire efficienza nel lungo periodo in linea con dinamiche di mercato in continua evoluzione».
L’ottimizzazione interessa «l’intero perimetro del Gruppo in Italia, inclusi i cinque stabilimenti produttivi, ed è il risultato di una valutazione complessiva e approfondita dell’attuale set-up del Gruppo nel Paese. L’obiettivo prioritario è rivedere la struttura complessiva delle attività produttive al fine di migliorarne l’efficienza, ridurre la complessità strutturale e rafforzare la competitività di lungo termine».
Concretamente, il piano comprende «un’ottimizzazione mirata delle attività, la razionalizzazione delle configurazioni di prodotto e dei volumi, e una più decisa concentrazione delle risorse sulle gamme a maggior valore aggiunto. Sulla base delle valutazioni attuali, in Italia saranno interessate dal processo di ottimizzazione circa 1.700 posizioni».
Successiva la reazione del Comune di Fabriano. «Abbiamo appreso dell’ennesima tegola occupazionale che si è abbattuta sul distretto fabrianese dell’elettrodomestico: l’annuncio da parte di Electrolux di 1700 esuberi a livello nazionale e della chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, con i suoi 170 lavoratori, è un colpo durissimo per il distretto, già duramente provato dalla crisi Beko. Pur preceduta da timori e preoccupazioni, la decisione di Electrolux lascia basito l’intero territorio.
A pagare il prezzo più alto non saranno soltanto i lavoratori, ma anche le centinaia di maestranze che vivono dell’indotto: aziende della componentistica, della logistica, dei servizi, fornitori storici che da decenni hanno costruito attorno all’elettrodomestico una filiera produttiva fra le più importanti d’Italia. Parliamo di un sistema integrato di imprese e competenze che rischia di essere smantellato, con conseguenze pesantissime sull’occupazione e sulla tenuta sociale dei nostri Comuni».
L’Amministrazione Fabrianese spiega poi come «Ci aspettiamo una presa di posizione forte ed incisiva da parte del Ministro per le Imprese Urso e del governo regionale: è necessario che il Governo dica con chiarezza se intende difendere il settore dell’elettrodomestico, già duramente provato, o se il nostro Paese è destinato a perdere anche questo comparto senza che le istituzioni facciano nulla per difendere quello che solo un decennio fa rappresentava un cardine dell’impresa italiana».
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