Electrolux, lavoratori in assemblea
e in sciopero a scacchiera: «Va ritirato
il piano di disimpegno industriale»

CERRETO D’ESI – Stamattina nello stabilimento che rischia la chiusura il confronto con i segretari nazionali delle organizzazioni sindacali metalmeccaniche Fim, Fiom e Uilm. L'allarme: «Produzioni già in Polonia»

Un momento dell’intervento di Barbara Tibaldi (Fiom Cgil)

«Lavoratori compatti in assemblea oggi, come le sigle sindacali. Vigiliremo con la mobilitazione affinché vengano rispettati gli impegni presi con le istituzioni di non procedere con azioni unilaterali. Saremo presenti il 15 giugno al Mimit con le lavoratrici ed i lavoratori per far sentire con forza ad Electrolux la contrarietá dei territori e di tutto il Paese al piano di disimpegno industriale che deve essere ritirato». Lo hanno dichiarato congiuntamente Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom e Pierpaolo Pullini della Segreteria Fiom Ancona questa mattina al termine dell’assemblea dei lavoratori con i segretari delle organizzazioni sindacali metalmeccaniche, svolta nello stabilimento di Cerreto d’Esi con i lavoratori in sciopero a scacchiera. Incontro al quale hanno partecipato anhe Massimiliano Nobis (Fim-Cisl) e Ginaluca Ficco (Uilm). E’ stato proclamato lo stato di agitazione permanente con un nuovo pacchetto di 8 ore di sciopero, le date ancora da definire.

«Electrolux ha ricevuto cospicui finanziamenti pubblici, ma nonostante questo l’azienda ha presentato un piano di ristrutturazione che prevede 1.700 esuberi e la chiusura del sito di Cerreto D’Esi. I 1.700 esuberi, tra l’altro, non riguardano solo la produzione ma anche la ricerca e sviluppo. – prosegue Barbara Ribaldi – Abbiamo appreso che l’azienda, nonostante l’impegno preso il giorno 25 maggio al Mimit di non procedere con azioni unilaterali, ha avviato proprio oggi produzioni gemelle in Polonia rispetto a quelle del sito italiano di Cerreto d’Esi. Lo spostamento delle produzioni nello stabilimento polacco quindi avviene senza neanche aspettare la riconvocazione del tavolo al Mimit prevista per il 15 giugno. Le Istituzioni, Governo, Regioni e Comuni si sono uniti alle richieste dei sindacati di ritirare il piano. Attualmente c’è un piano che preannuncia un nuovo piano che è la dismissione di Electrolux dall’Italia. Siamo di fronte ad un piano che aggraverebbe la situazione degli stabilimenti italiani che in questi anni hanno raggiunto importanti obiettivi grazie ai sacrifici fatti dalle lavoratrici e dai lavoratori. E’ necessario che il Governo discuta direttamente con la proprietà per ottenere il ritiro del piano: l’accordo con la cinese Midea sembra essere una vendita mascherata per aggirare le normative italiane a partire dalla golden power”. Lo dichiara Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore elettrodomestico, in audizione davanti alle Commissioni riunite Attività produttive e Lavoro della Camera» conclude la segretaria nazionale di Fiom-Cgil.

 

La multinazionale svedese aveva confermato il piano industriale già presentato che prevede la chiusura del sito di Cerreto dove perderebbero il lavoro in 170 tra operai e impiegati. Eletrolux si era resa disponibile a discutere la gestione degli esuberi attraverso ammortizzatori sociali, ipotesi però giudicata irricevibile dai sindacati che puntano piuttosto a prospettive produttive e occupazionali per lo stabilimento cerretese da affrontare in un’ottica di distretto territoriale più ampio.

Lo stesso ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, lunedì scorso, intervenendo in apertura del tavolo Electrolux convocato al Mimit, ha considerato «il piano presentato dall’azienda è irricevibile, inaccettabile, sia per l’assenza di adeguate prospettive industriali sia per le ricadute occupazionali che comporterebbe. Chiedo a Electrolux di ritirarlo e di aprire un confronto vero, per costruire una soluzione industriale condivisa e sostenibile, fondata su investimenti, innovazione, tutela degli stabilimenti e salvaguardia dell’occupazione». L’azienda ha preso tempo fino al 15 giugno quando presenterà il nuovo piano di riorganizzazione dei tagli sempre al tavolo ministeriale.

 



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