E’ morto Sakè dopo un’adozione del cuore.
Aveva scatenato una gara di solidarietà

SENIGALLIA - L'associazione Cuori Pelosi: «Ci piace pensare che in queste ultime settimane hai sentito l’affetto di chi ti stava vicino, di chi ha lottato con te, credendoci fino alla fine. Ciao grande guerriero»

Sakè

Non ce l’ha fatta Sakè, l’Alaskan malamute di 11 anni salvato a giugno dall’associazione Cuori Pelosi, che gestisce il canile rifugio comunale di Senigallia.

Con il contributo di tante persone, i volontari e le volontarie hanno provato a dargli una seconda chance. Purtroppo, ormai era davvero troppo tardi ma almeno ha conosciuto la sua nuova famiglia dove ha vissuto, anche se per poco, insieme alla sua compagna di vita.

«Sakè hai deciso che era il momento dei saluti, con la tua dignità da samurai te ne sei andato in punta di piedi, senza chiedere niente a nessuno – l’annuncio dell’associazione -. Quello che ci lascia l’amaro in bocca è che avremmo voluto vederti addormentare di fianco alla tua Chloe, compagna della tua sventurata vita, ora in una bella casa, ma le troppe complicazioni legate alla tua ormai fragile salute ci hanno obbligato a tenerti ricoverato e monitorato giorno e notte dalle nostre veterinarie, che ringraziamo per la dedizione con cui si sono dedicate a te».

Per lui si era scatenata una gara di solidarietà. «Ringraziamo tutte le persone che con le loro donazioni hanno contribuito a garantirti un fine vita dignitoso, come ti meritavi, ed Astrid e Francesco che si sono resi subito disponibili ad accoglierti a casa loro – concludono dall’associazione -. Ci piace pensare che in queste ultime settimane hai sentito l’affetto di chi ti stava vicino, di chi ha lottato con te, credendoci fino alla fine. Ciao grande guerriero».

Lasciato morire, salvato dai volontari. Nuova vita per Saku, ribattezzato Sakè

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