Electrolux, Francesco Acquaroli
incontra i lavoratori: «E’ offensivo
comunicare le ristrutturazioni alla fine»
Il presidente Acquaroli e l’assessore consoli stamattina con i lavoratori dello stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi
Ha voluto parlare di persona con i 170 lavoratori di Electrolux che rischiano il posto di lavoro, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, per portare la solidarietà dell’istituzione che rappresenta. Il governatore della Marche, come aveva annunciato ieri, si è recato questa mattina allo stabilimento di Cerreto d’Esi coinvolto, dopo l’annuncio della multinazionale svedese, in un ‘processo di ottimizzazione’ che potrebbe sfociare in 1.700 esuberi in tutta Italia. «In questo momento c’è preoccupazione e siamo a fianco alle vostre famiglie», ha esordito il presidente della giunta regionale delle Marche durante l’incontro con i lavoratori e le sigle sindacali davanti alla fabbrica, accompagnato dall’assessore regionale Tiziano Consoli. «Concordo con chi di voi ha detto che non è questo il metodo per ristrutturare un’azienda: comunicare quelle ristrutturazioni che devono essere sempre condivise dall’inizio, non comunicare alla fine in una scelta unilaterale. Questo non è solo inaccettabile, ma offensivo nei confronti della comunità e della comunità regionale» ha sottolineato Acquaroli.
Pierpaolo Pullini (Fiom) con il presidente Francesco Acquaroli, l’assessore Tiziano Consoli ed il sindaco uscente di Cerreto d’Esi, David Grillini
«La Regione è a fianco di tutti voi anche se sapete che è una partita difficilissima – ha riconosciuto il presidente – E’ vero che la crisi c’è, ma non può essere una scusa. Queste aziende sanno di aver avuto sostegno quando l’hanno chiesto e quel sostegno rappresenta uno sforzo di tutti gli italiani, di tutti i marchigiani. Noi dobbiamo vedere chiaro fino in fondo», ha ribadito annunciando il calendario delle prossime tappe. «Lo faremo innanzitutto oggi pomeriggio a Palazzo Raffaello, per iniziare un percorso di confronto e concertazione con le rappresentanze sindacali territoriali. Lo faremo il 25 maggio al Mimit».
Prima di salutare lavoratori e sindacati il presidente Acquaroli ha anche confermato l’allineamento sulla questione con il ministro Adolfo Urso. «L’ho sentito a telefono sia questa mattina, sia l’altro giorno e il ministro che la pensa esattamente come noi rispetto alla tutela, alla difesa dell’occupazione e della capacità competitiva del lavoro – ha scandito – Non sappiamo bene quello che abbiamo davanti. E’ condivisibile, quindi, restare uniti a difesa del territorio ma soprattutto di chi ha fatto la storia di questi stabilimenti, di coloro che ci lavorano oggi, ma anche di quelli che vi hanno lavorato in passato. Noi ci siamo e ci saremo a vostro fianco – ha ripetuto – cercando di fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per difendere lo stabilimento di Cerreto d’Esi, per difendere il lavoro e l’occupazione, ma soprattutto per difendere la competitività di un territorio piccolo come quello marchigiano ma con una grande storia, fatta da persone perbene che sanno che significa il lavoro, la serietà e il rispetto delle persone».
I rappresentanti sindacali di Fim, Fim e Uilm hanno chiesto «un pieno supporto, una unità di intenti anche con tutti i sindaci del territorio. Abbiamo confermato la nostra determinazione a fare di tutto per tenere aperta la fabbrica ma che ci servirà tutto il supporto istituzionale possibile» sono state le parole di Pierpaolo Pullini (Fiom Cgil) a nome di tutti i colleghi durate l’incontro al quale hanno preso parte anche i sindaci delle realtà che gravitano attorno allo stabilimento di Cerreto d’Esi. Il tavolo in Regione oggi pomeriggio è convocato per le 17.30. In questa giornata anche anche il vescovo di Fabriano-Matelica, mons. Francesco Massara, ha voluto esprimere vicinanza ai lavoratori di Electrolux. «Il lavoro è dono di Dio e fondamento della dignità umana. Quando viene a mancare il lavoro non si perde solo uno stipendio, si ferisce la persona, la famiglia, il tessuto sociale». La Diocesi ha assicurato il supporto concreto attraverso Caritas e parrocchie.
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