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«Veneto cafè chiuso,
ma non a causa del lockdown»

ANCONA - Il legale della proprietaria precisa i motivi che hanno portato ad abbassare le saracinesche dello storico bar
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Il Veneto Cafè

 

Il Veneto Café di Ancona chiude, ma la proprietaria sottolinea che il problema non è legato alla crisi del Covid. In una nota stampa diffusa tramite l’avvocato Agnese Antonini Lanari, la proprietaria Emilia Lanari precisa, in merito all’articolo pubblicato lo scorso 24 giugno (“Il Covid e la crisi spazzano via un pezzo di storia: chiude dopo 62 anni il Veneto Cafè”), i motivi della cessazione dell’attività. «Nel mese di novembre 2019, stante la morosità del conduttore – dice l’avvocato Lanari, per conto della proprietaria –, inadempiente dal mese di settembre 2019, la mia cliente ha richiesto a Stefano Benassi, socio accomandatario della Veneto Cafe’ sas, di presentare un piano di rientro del debito al fine di trovare insieme una bonaria risoluzione della questione. Di seguito, in considerazione del totale disinteresse della conduttrice alla presentazione di un piano per salvare la sua attività, nel mese di gennaio 2020 la proprietà si è ritrovata costretta a deferire la questione alle vie legali. Anche per vie legali, tuttavia, la risposta non è stata delle migliori. Difatti, il legale della Veneto Cafè di Benassi Stefano & C. ha inviato la sua prima e ultima lettera di conciliazione alla sottoscritta il 6 marzo 2020. A questo punto è iniziata la latitanza di Stefano Benassi e del suo legale. Innumerevoli sono stati i tentativi della sottoscritta di entrare in contatto con il conduttore, anche testimoniati dalle lettere che sono ora agli atti del processo di sfratto per morosità in corso, ma nessuna risposta o comunicazione è mai più giunta ai proprietari dal 6 marzo 2020 al 10 giugno 2020, data in cui è arrivata la lettera di disdetta della Veneto Cafè, peraltro soltanto a seguito della notifica dello sfratto per morosità avvenuta in data 5 giugno 2020. Peraltro, la proprietà si è resa disponibile in più occasioni a venire incontro alla conduttrice nel canone di locazione previa presentazione di un piano di rilancio della sua attività». Il legale continua: «Molto prima dell’emergenza Covid-19, l’attività del bar era inefficiente e discontinua. Solita era ormai la chiusura anticipata alle 18,30 e saltuaria l’apertura domenicale, fino ad arrivare ai giorni che hanno preceduto il lockdown ad una chiusura alle 12,30, mentre tutte le altre attività della zona rimanevano aperte e si attivavano per garantire la fornitura e la massima sicurezza ai propri clienti. Tutto ciò ha dunque portato tale attività, da sempre rinomata e fiorente grazie alle precedenti gestioni, ad un depauperamento totale e ad un abbandono della sua consolidata e storica clientela. Pertanto, non l’emergenza Covid-19, non l’ammontare del canone di locazione, hanno portato alla chiusura dell’attività. La mia cliente confida che al più presto persone oneste e volenterose si adoperino per l’acquisizione dello storico “Bar Veneto”».

 

Il Covid e la crisi spazzano via un pezzo di storia: chiude dopo 62 anni il Veneto Cafè

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