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‘Il mondo a casa nostra’:
richiedenti asilo e rifugiati
diventano giornalisti per raccontarsi

ANCONA - Per tutto il mese di luglio e nelle prime due settimane di agosto il gruppo di stranieri, sotto il tutoring di E'tv Marche, lavorerà come una vera e propria redazione, decidendo insieme i temi e come svilupparli per poi strutturare cinque appuntamenti televisivi in stile talk show
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L’intervista a Mastrovincenzo

 

Raccontare attraverso le immagini, usare la telecamera o uno smartphone per rappresentare la propria dimensione, spiegare come nelle mani del giornalista un fatto diventa notizia. ‘Il Mondo a Casa Nostra’ punta a dare gli strumenti utili agli stessi rifugiati per narrare la migrazione e la loro condizione. Il progetto è realizzato dall’associazione AMAD con il supporto di UNHCR e INTERSOS, attraverso il programma di capacity building ed empowerment ‘PartecipAzione – Azioni per la Protezione e la Partecipazione dei Rifugiati’. Le attività hanno preso il via il primo luglio, presso la sede di AMAD, in via Macerata 24 ad Ancona, con la prima delle giornate di formazione con i dieci partecipanti, donne e uomini provenienti da Nigeria, Senegal, Mali, Venezuela, Siria, Pakistan, attraverso lezioni di teoria di base del giornalismo televisivo, introducendo anche l’uso delle telecamera e l’approccio al montaggio con il tutoraggio della redazione dell’emittente televisiva E’tv Marche. Presente all’avvio del progetto anche il presidente dell’Assemblea Legislativa delle Marche Antonio Mastrovincenzo che ha contribuito alla partenza del corso: «Il giornalismo è un importante mezzo di inclusione, credo che possa anche trasmettere valori importanti. Non serve solo per raccontare lo stato delle cose e la verità dei fatti, ma è anche portatore di valori per la crescita delle comunità». Un incoraggiamento ai corsisti è arrivato anche da Paola Cimarelli, delegata alle pari opportunità dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche: «Con questo corso apprenderete tecniche di videogiornalismo che vi permetteranno di raccontare la vostra storia e credo che sarà una bella avventura, una scoperta prima per voi stessi e poi perché potrete permettere a chi guarderà i vostri video, interviste, talk show, di capire ancora di più chi siete e perché siete qui». Importante contributo nella prima giornata anche della giornalista anconetana di origini siriane Asmae Dachan, corrispondente per diverse testate internazionali: «Questa è un’iniziativa molto bella che dà alle persone rifugiate la possibilità di imparare come raccontare sé stessi, come comunicare con i mezzi d’informazione e anche apprendere i cosiddetti trucchi del mestiere». Nel corso di tutto il mese di luglio e nelle prime due settimane di agosto il gruppo lavorerà come una vera e propria redazione, decidendo insieme i temi e come svilupparli per poi strutturare  cinque appuntamenti televisivi in stile talk show, a cui parteciperanno anche esperti e figure professionali specifiche, che verranno registrati e poi trasmessi, nel mese di ottobre, dalla stessa emittente televisiva E’tv Marche.

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