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Avvocati lasciati fuori
dal Tribunale di Sorveglianza

ANCONA - Hanno atteso al sole il loro turno per l'impossibilità all'interno del palazzo di avere spazi idonei a mantenere la distanza di sicurezza. Petruzzo, Camera Penale: «Basterebbe solamente che il tribunale scaglionasse gli orari di udienza»
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Gli avvocati fuori dal tribunale

 

Avvocati lasciati fuori dal Tribunale di Sorveglianza, sotto al sole, in attesa di essere chiamati per fare udienza. E’ la disavventura capitata ieri ad almeno dieci penalisti arrivati a metà mattina al palazzo del viale della Vittoria. Stando a quanto denunciato dagli interessati e dalla Camera Penale, non sarebbero state scaglionate le udienze ma fissate quasi tutte allo stesso orario. Per attendere il loro turno, i legali hanno dovuto attendere fuori per la presunta mancanza di spazi (atti a mantenere la distanza sociale) all’interno del tribunale. «C’è anche chi ha provato a prendere un po’ d’ombra nell’androne del palazzo – racconta Francesca Petruzzo, segretario della Camera Penale di Ancona – ma è stato fatto uscire. Tutti i tribunali si sono organizzati, perchè non lo fa anche quello di Sorveglianza? Servirebbe solo mettere le udienze a orari diversi e non far arrivare tutti insieme gli avvocati. I legali non possono essere lasciati fuori dal tribunale, sotto al sole: va garantito il decoro della professione e il rispetto dei diritti della persona».

Maurizio Miranda, presidente avvocati

Il presidente dell’Ordine degli Avvocati Maurizio Miranda: «Quanto accaduto al Tribunale di Sorveglianza è qualcosa di lesivo della dignità della persona ancor prima che della dignità di una categoria professionale. Ciò che maggiormente addolora e infastidisce è il fatto che l’attesa forzata degli avvocati fuori del Tribunale di Sorveglianza è dovuto non solo e non esclusivamente a ragioni oggettive di spazio e di prevenzione da contagio per Covid-19 ma a ragioni di scarsa organizzazione. Posto che da anni si discute circa l’idoneità del palazzo di viale della Vittoria ad ospitare il Tribunale di Sorveglianza, trattandosi di un condominio che vede uniti insieme gli uffici giudiziari e le abitazioni private, è chiaro che qualcosa non ha funzionato nella predisposizione di un idoneo scaglionamento orario delle udienze che avrebbe consentito l’accesso alle aule dei soli difensori chiamati alla discussione. Evidentemente da parte dell’ufficio c’è una scarsa attenzione nei confronti dei professionisti che sono gli unici a dover sopportare le umilianti conseguenze della poca organizzazione».

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