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Un semaforo a chiamata
sulla strada per Portonovo

ANCONA – Amministrazione e Conerobus ipotizzano un progetto da circa 20mila euro per rendere più sicuro il flusso di traffico da e per la baia. L'impianto sarebbe messo in funzione dall'autista del bus. La questione è stata discussa oggi in Consiglio, durante il quale la giunta è stata interpellata anche che sulla pista ciclabile della discordia
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una pattuglia a Portonovo

 

Il drammatico incidente che, lo scorso 21 giugno, ha visto una giovane turista finire in coma dopo essere stata investita da un autobus, ha riacceso i fari sulla criticità della pericolosa strada che scende fino alla baia di Portonovo, e l’amministrazione, di concerto con Conerobus e rappresentanze sindacali, corre ai ripari. Oggi, durante la seduta del Consiglio comunale, l’assessore Stefano Foresi, rispondendo all’interrogazione del capogruppo Fdi Angelo Eliantonio, ha illustrato il progetto per l’installazione di un semaforo a chiamata al fine di garantire un flusso più sicuro del traffico, annunciando l’intenzione di portarlo a casa entro l’estate. «Quello di Portonovo è un problema oggettivo – ammette Foresi – ed abbiamo convenuto con i sindacati di Conerobus su un accordo finale per la posa in opera di un impianto semaforico, ma non a tempi fissi, perché si creerebbero code troppo lunghe. L’ipotesi è quella di un semaforo a chiamata, come quelli al Pinocchio ed all’Università di Monte Dago, che sarebbe attivato dall’autista del bus. Il preventivo della ditta è arrivato oggi, ma la questione è che lì c’è un punto luce, dunque si rende necessario uno scavo per approntare l’illuminazione». Il preventivo parla di un costo totale di circa 20mila euro – di cui 10.041 euro per la realizzazione dell’impianto semaforico e 9.300 per i lavori di scavo ed allaccio alla linea elettrica – e verrà presentato durante la riunione di giunta di questa mattina. Il progetto prevederebbe un primo semaforo posto di fronte al punto panoramico (subito dopo la rotatoria) per la corsia in discesa, ed uno dopo la curva dove si è verificato l’incidente, nella zona pianeggiante, per la corsia in salita, con una distanza tra i due impianti pari a circa 400 metri. «Faremo una prova per dieci giorni – fa sapere l’assessore –, tareremo i tempi e valuteremo l’avvicinamento del semaforo posto a lato della corsia in salita, quello che crea più problemi, come constatato nel sopralluogo di venerdì con Conerobus».

En passant la risposta alla seconda parte dell’interrogazione, quella sulla pista ciclabile della discordia lungo via Marconi e via XXIX settembre: «è piena di segnaletica: ritengo che non sia così pericolosa come si vuol far vedere», liquida la questione Foresi. «Prendo atto che degli interventi richiesti dai sindacati di Conerobus sulla pista ciclabile non è previsto nulla – la replica di Eliantonio – Per quanto concerne l’annosa questione di Portonovo, in settimana abbiamo protocollato anche una mozione per chiedere l’istallazione di quell’impianto semaforico. L’importante è che venga fatto, non ci interessa mettere bandierine». Protagonista del Consiglio di oggi anche la gestione della bomba d’acqua, finita nel mirino dei consiglieri Berardinelli (Fi) e Schiavoni (M5s), che hanno sottolineato come, ad un anno da un evento atmosferico simile, il problema dell’allagamento si sia riproposto tale e quale. «Nel primo semestre 2020, nonostante il Covid, sono stati effettuati quasi 19mila interventi ordinari di pulizia caditoie sui 40mila previsti per l’intero anno, privilegiando le zone della città a risaputa criticità maggiore», difende l’operato dell’amministrazione l’assessore Michele Polenta.

(m.m)

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