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Le bellezze regionali
catturano i turisti:
Ancona è pronta ad accoglierli?

REPORTAGE - Gli effetti dell'emergenza Covid: i visitatori delle perle del territorio sono soprattutto cittadini che abitano nelle Marche o che vengono da zone limitrofe per brevi gite. A dargli il benvenuto nel capoluogo, c'è lo sportello Iat al porto che propone itinerari e mappe. Le aspettative sono tante, ma la città sa abbracciare il turismo?
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Il Duomo di San Ciriaco

di Alberto Bignami

Da un lato lo Iat, l’ufficio di Informazione e Assistenza Turistica con sede al porto di Ancona, in grado di rispondere a tutte le esigenze di un turista, che sia forestiero o autoctono, grazie alla ricca scelta di materiale gratuito da poter prendere per scoprire le tante bellezze che offre la nostra regione; dall’altro, i monumenti della città che si trasformano nella ‘Pagina della Sfinge’ della Settimana Enigmistica perché privi di una legenda per capire cosa si sta osservando, oltre allo stato di incuria nel quale versano. Il turismo dorico ha un risvolto a due facce: una positiva e l’altra negativa. Con questo servizio in due puntate, Cronache Ancona ha indossato i panni di chi al momento è in ferie e vuole scoprire le Marche e Ancona, con l’auspicio che certe migliorie possano essere fatte prima che l’estate finisca.

Non c’è che dire. Un turista che viene ad Ancona e chiede informazioni al Centro Iat situato al porto, si sente coccolato. Non solo perché per la prima volta è aperto anche in orari serali, fino alle 22 per sei giorni su sette (al lunedì con orario ridotto ma comunque aperto), ma anche per la quantità di splendide pubblicazioni che possono essere ritirate gratuitamente oltre al personale in grado di rispondere a qualsiasi domanda.

Un turista davanti allo Iat

Ma andiamo per ordine. Le richieste maggiori riguardano ovviamente le nostre spiagge e il loro accesso. Da quest’anno infatti è obbligatoria la prenotazione per alcuni lidi: «Al Passetto è necessaria? Invece a Portonovo? Come si possono vedere le Due Sorelle?». All’interno dello Iat, il telefono squilla (anche in questo caso chiedendo informazioni sulle spiagge, ndr) mentre i turisti entrano per chiedere cosa poter visitare durante il periodo di ferie. Ma turisti da dove? Sono perlopiù marchigiani, o visitatori che vengono dalle regioni limitrofe per una toccata e fuga o una gita di pochi giorni. Quest’anno, per ovvi motivi legati al Covid, niente traffico portato dalle crociere e contrazione dei passeggeri dei traghetti. Pochissimi stranieri all’orizzonte. Dunque, spazio ai conterranei, alla scoperta delle meraviglie regionali e delle bellezze (a volte nascoste e poco curate) del capoluogo dorico. Chi soggiorna ad Ancona lo fa principalmente non per visitare la città, ma la utilizza come base per poi spostarsi nei vari punti della regione, per delle mini escursioni. Il centro Iat promuove le Marche in grande stile. Sì perché non solo si trova materiale su qualsiasi posto: da Ostra Vetere, ad Ancona; da Offagna a Pesaro Urbino e via dicendo; ma anche perchè le pubblicazioni sono redatte anche da nomi importanti del mondo del turismo quali, ad esempio, ‘Bell’Italia’ con il suo ‘Marche: itinerari fra borghi, mare e colline’, affascinante da leggere anche per chi è marchigiano doc. Le domande dei turisti che entrano sono principalmente: «Cosa possiamo vedere ad Ancona?» e «Come si accede alle spiagge del Conero?», «Rimaniamo qui qualche giorno: cosa c’è vicino? Abbiamo una bimba piccola e ho sentito parlare di un ascensore (riferendosi al Passetto ndr)». Ad ogni domanda, la risposta arriva sempre. Il ventaglio di piacevoli soluzioni va dalle mostre alle escursioni che la regione offre sul proprio territorio. A differenza degli anni passati, a scoprire lo Iat quest’anno sono anche gli stessi anconetani, probabilmente a causa delle conseguenze portate dal Covid. Tante le persone del capoluogo dorico che, entrando, chiedono esplicitamente materiale cosiddetto ‘outdoor’: «Cercavo qualcosa per andare a fare trekking» e, ancora: «C’è qualcosa per i motociclisti? Tipo una mappa con degli itinerari». Ebbene sì, e si va dai depliant agli opuscoli. La riscoperta dello Iat è stata possibile quindi anche grazie alla decisione di tenere aperto fino alle 22 e per il fatto che al porto hanno aperto dei nuovi locali che fanno da calamita per i più giovani che, vedendone le luci accese e presi dalla curiosità, entrano facendo una piacevole razzia di materiale e non manca l’incredulo che, osservando gli scaffali, esclama quasi ingenuamente: «Sono belle le Marche però!» semplicemente osservando alcune copertine. Il target di chi entra allo Iat non ha età: dal ragazzo con l’app iBeach installata sul telefonino, al più anziano che di tecnologia non vuole saperne nulla e chiede solo una spiaggia dove poter andare senza prendere multe. Infine, a tutti viene lasciata una mappa pieghevole con riportati i principali monumenti del centro di Ancona, capoluogo di regione, purtroppo però spesso poco curato e in grado di mettere a dura prova la pazienza di un turista. Ma di questo parleremo nel secondo capitolo del servizio che verrà pubblicato domani. Insomma, l’accoglienza riservata ai turisti ha superato la prova e alzato l’asticella delle aspettative legate alla nostra città. Saranno soddisfatte? 

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