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Reddito di base garantito,
altro sit-in sotto la Regione:
«Cittadini allo sbando, servono fondi»

ANCONA - Secondo presidio a Palazzo Raffaello dei rappresentanti dei vari settori occupazionali, messi in discussione con la crisi economica post Covid. «Servono blocco degli affitti e soldi, in particolare per le piccole partite Iva e piccole imprese. E tornare ad investire sulla sanità pubblica»
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Il sit in in Regione

di Giampaolo Milzi

Son tornati a farsi sentire stamattina ad Ancona, davanti a Palazzo Raffaello, i rappresentanti dei vari settori di cittadini perennemente in bilico sul fragilissimo asse occupazionale, spiegando uno striscione con su scritto “Reddito di base + Sanità pubblica = Giustizia sociale”. Uno slogan che equivale – hanno detto i manifestanti del Coordinamento intercategoriale marchigiano di lavoratrici e lavoratori non garantiti – «ad una unica soluzione-risposta possibile per sanare la gravissima situazione di crisi economica figlia del lockdown da Coronavirus che ha evidenzio tutta l’inefficienza e insufficienza dell’attuale sistema welfare. Risposta che deve tradursi nell’istituzione di un reddito di base in grado di garantire continuità e maggiore qualità salariale». Da qui un nuovo appello alla Regione Marche in link col Governo nazionale «non solo per accelerare i tanti iter di cassa integrazione rimasti in sospeso, ma soprattutto per erogare liquidità ai tanti, troppi che ne hanno bisogno, reperendo i fondi, per quanto riguarda lo Stato, tramite la tassazione dei giganti digitali e delle industrie del fossile e l’introduzione della patrimoniale sui grandi capitali finanziari». Molto articolata, e suddivisa per categorie, la piattaforma bis di rivendicazioni che il Coordinamento aveva già presentato in prima formulazione il 29 maggio scorso chiedendo un tavolo di concertazione a Fabio Sturani, responsabile della segreteria del presidente della Regione, Ceriscioli «che tuttavia non è stato mai convocato», ha sottolineato il fanese Giulio Verna, impegnato nella ristorazione. Il quale ha aggiunto, col pensiero rivolto «alla gran massa di cittadini economicamente allo sbando, che serve un blocco degli affitti, e fondi in particolare per le piccole partite Iva e piccole imprese, promettendo che pur sapendo che ora è iniziata la campagna elettorale per il nuovo Consiglio regionale, torneremo a farci vivi anche e soprattutto a settembre per reclamare il tavolo».

L’incontro con Ceriscioli

Restando nel settore bar, ristorazione, catering, ribadito il concetto di richiesta alla Regione di liquidità a fondo perduto per le numerose attività in difficoltà (non di insistere sul meccanismo mutui, peraltro ingessato da alcune banche) e l’annullamento di tutte le tasse e gabelle delle bollette per le utenze e quelle comunali (per fare alcuni esempi). Per quanto riguarda il comparto logistica, auspicato un bonus di 2000 euro per tutti i lavoratori fermi causa ferie, congedi, aspettative legate all’emergenza Covid. Sofia Scortichini, di Jesi, educatrice: «I servizi socio-educativi debbono uscire dalla logica degli appalti al ribasso e rientrare sotto il diretto controllo pubblico, a chi opera nei nidi va garantito un reddito dignitoso di mille euro mensili e stabilito un rapporto di un operatore per cinque utenti».  Il Coordinamento punta forte sul rafforzamento del Sistema sanitario nazionale e su una nuova centralità della medicina del territorio. «Le politiche d privatizzazione, precarizzazione, gli enormi tagli a strumentazioni, personali, ricerca hanno creato, e si è visto nettamente col Covid, danni enormi, anche negli ospedali – hanno rimarcato alcune voci del presidio –. E’ necessario anche un potenziamento della formazione del personale già a partire dall’Università. Formazione incisiva e continua anche per i medici specializzandi, investendo nella figura dello specializzando studente-lavoratore».  Anche Elena Fioretti, attrice di Morrovalle: «Solo il 30% nel nostro settore riesce ancora a lavorare. Chiediamo alla Regione di riformare la legge 11 che riguarda il teatro amatoriale e i professionisti, prendendo a modello leggi già varate in Emilia Romagna e Puglia. Per i professionisti serve che vengano riconosciuti come tali, e che venga riconosciuto a tanti di essi anche il loro ruolo di insegnamento e di formatori, con linee regionali che traccino parametri di assegnazione di fondi pubblici per gli spettacoli dal vivo». Infine, il capitolo dei docenti precari. La piattaforma: stabilizzazione per titoli e servizi per chi ha 36 mesi di servizio sia nel pubblico che nel privato, come chiede l’Europa; costruire un percorso di abilitazione per il personale docente, in particolare per la scuola secondaria, certo e stabile, o rendere abilitante la laurea stessa; rivedere le nuove graduatorie provinciali GPS; investire anche qui nella formazione, impedire che il personale, in caso di nuovo lockdown, venga licenziato; invito alla Regione ad utilizzare tutte le strutture pubbliche per un ritorno all’inizio del nuovo anno scolastico ad una didattica in presenza (anche qui per citare alcuni punti). Al termine dell’incontro coni giornalisti un delegato del Coordinamento ha fatto protocollare la piattaforma negli uffici regionali, mentre un paio di manifestanti hanno incontrato casualmente l’attuale governatore Ceriscioli ricordandogli l’esistenza stessa della piattaforma rivendicativa.

Sit-in sotto la Regione per il ‘reddito di quarantena’: «Servono fondi immediati» (Foto)

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