facebook rss

Elezioni regionali - risultati in tempo reale

Sui treni il Covid non fa paura:
«Col distanziamento privacy e comodità
Si viaggia meglio di prima»

ANCONA - Giro di voci tra arrivi e partenze alla stazione ferroviaria del capoluogo. Per spostarsi durante le ferie, in molti hanno deciso di farlo su rotaia. «Nessun timore, sui convogli non ci sono più problemi di spazio». I punti forti del convoglio? «Economicità e praticità»
Print Friendly, PDF & Email

Turisti alla stazione

 

di Alberto Bignami (foto di Giusy Marinelli)

In tempi di restrizioni anti Covid, viaggiare in treno non sembra fare affatto paura anzi, c’è chi lo preferisce ad altri mezzi proprio perché, tra quelli pubblici, nel convoglio il distanziamento è assicurato, non si affrontano code come in autostrada e, cosa che non guasta mai, si risparmia.
«In treno c’è davvero posto per tutti  – dice Cristina Alessia Tasca – Con il fatto che bisogna sedersi a distanza, si sta larghi e comodi, quasi con il senso che il treno sia particolarmente vuoto. Sto andando in ferie, vado a San Severo – prosegue –, e nonostante tutto ho scelto il treno perché lo trovo più comodo ed economico rispetto, ad esempio, all’auto».

Giovanna Fumarola

Ha trovato «molto spazio e nessun tipo di problema circa il rispetto delle distanze» dice Giovanna Fumarola che in ferie, e in treno, ha portato con sé anche il cane. La scelta è ricaduta sul viaggio in treno «per far star più tranquilla mia mamma dato che devo arrivare fino a Barletta e qui ad Ancona ho il cambio – spiega -. Ho storto un po’ il naso inizialmente ma poi, una volta salita, devo dire che ho viaggiato davvero bene. Con il fatto del distanziamento, si sta tutti molto più larghi e non più stretti come avveniva precedentemente. Ci si siede, si ha il proprio spazio e, a questo punto, anche la propria privacy. Si indossa la mascherina e ce la si può togliere una volta seduti al proprio posto. Devo dire – prosegue – che è una scelta che rifarei. Il Covid, in treno, non fa timore proprio per tutto questo spazio che, al contrario di prima, ora si può avere».

Cristina Alessia Tasca

Si preferisce poi il treno anche per le piccole tratte come può essere quella di Ancona-Marotta, scelta da Gloria, lasciata a piedi dalla propria auto. «Non è un viaggio di piacere purtroppo, ma di necessità – dice -. Devo andare a ritirare l’auto in officina ma ho optato per il treno anziché per il pullman, per una questione di praticità. La corriera impiega più tempo e i posti sono più stretti mentre il treno è il contrario: impiega meno tempo e si sta più larghi. Non ho mai avuto – continua – un senso di angoscia per il Covid perché vivere con la paura, è di per sé una malattia. Affronto però, come tutti, questo evento adottando le precauzioni del caso». In viaggio verso Roma va invece Giampiero con la propria famiglia e, anche in questo caso nonostante il Covid «la scelta del mezzo è ricaduta sul treno – spiega – sia per una esigenza specifica che per praticità. Il Covid indubbiamente crea timore, ma in treno le distanze sono tutte rispettate e il viaggio è indubbiamente meno stancante che se fatto in auto anche perché in questo particolare momento, si sta meno ‘assiepati’ e, dirò, ciò porta ad affrontare il viaggio con un diverso e migliore comfort».Il treno dunque sembra proprio non intimorire ma, anzi, invitare chi deve viaggiare, ad essere utilizzato proprio per il maggior spazio che ora si ha a seguito delle normative di contenimento per la pandemia. A riassumere il tutto è poi il commento di Michele: «Diciamo che prima era come stare in ascensore quando ci sono più persone – ironizza -: ci si sentiva quasi in dovere di parlare con chi era seduto a fianco. Ora, è come prenderlo da soli, cosa che non mi dispiace affatto e che certamente, visti gli spazi disponibili tra una persona e l’altra, mettono anche tranquillità».
Prima di accedere ai binari, tutti i passeggeri vengono controllati con il termoscanner. Non appena si entra in stazione, si segue infatti un percorso obbligato lungo il quale ci si incanala in direzione dell’unica porta utile per accedere alle banchine. Il termoscanner, fissato su un piedistallo, inquadra i volti delle persone misurandone allo stesso tempo la temperatura mentre due operatori effettuano il controllo su un display affinché nessuna persona con eventuali sintomi di febbre, possa superare il varco.

Giampiero

Gloria

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X