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Progetto sperimentale all’Asp 9:
dall’affido in comunità all’autonomia

JESI - “Care Leavers” è finalizzato ad inserire nella società i neo-maggiorenni che escono da comunità residenziali per minori. L'Azienda servizi alla persona lo sta elaborando insieme alla Casa della Gioventù
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Matteo Marasca

 

 

Nuovo importante riconoscimento alla capacità di programmazione e visione dell’Azienda Servizi alla Persona Ambito 9 di Jesi a cui la Regione Marche ha affidato il ruolo di soggetto sperimentale per un progetto volto ad inserire nella società i neo-maggiorenni che escono da comunità residenziali per minori. Il progetto – che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha attivato su scala nazionale, denominato “Care Leavers” – vuole accogliere la sfida di accompagnare all’autonomia ragazzi e ragazze che hanno vissuto parte della loro infanzia o adolescenza in un contesto etero familiare, in affidamento o in comunità, e che spesso si trovano a vivere in maniera drammatica le difficoltà legate al passaggio all’età adulta e all’indipendenza; sono giovani tra i 18 e i 21 anni che stanno uscendo dal periodo di accoglienza e che, per la loro marginalità sociale, sono rimasti per anni invisibili all’attenzione del welfare nazionale. Il compimento della maggiore età per questi giovani rappresenta infatti un momento delicato nel processo di crescita, ancor più per coloro che sono “segnati” da storie difficili, con relazioni, anche familiari, fragili o assenti, con il rischio di cadere in condizioni di disagio.

Il progetto che l’Asp sta seguendo insieme alla Casa della Gioventù – sostenuto con un contributo statale di 282 mila euro – è già entrato nel vivo con il coinvolgimento attivo dei primi 6 giovani residenti a Jesi e in Vallesina diventati protagonisti, oltre che beneficiari, del proprio progetto di vita e chiamati a co-progettare e condividere – insieme a tutor opportunamente formati – il percorso pensato con loro e per loro. Un percorso che può includere diversi scenari: riprendere gli studi, avviarsi al lavoro, seguire percorsi di co-abitazione e tanto altro ancora.«Si tratta – spiega il presidente dell’Asp 9, Matteo Marasca – di un progetto davvero innovativo di cui siamo entusiasti: l’obiettivo, infatti, è quello di creare una rete di attori e un sistema inclusivo delle migliori risorse presenti a livello nazionale e locale, con la speranza che la sperimentazione in atto possa portare a modelli da poter replicare nel tempo su altre realtà territoriali, regionali o nazionali».

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