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Rivoluzione al porto:
traghetti dove c’erano i silos
e banchina per gli yacht

ANCONA – Il progetto di trasformazione del Molo sud – con operatività del terminal dall'estate 2022 - prevede l'ormeggio di traffici di merci varie e passeggeri alle banchine 19, 20 e 21, mentre la 8 la 10 e la 11 verranno utilizzate per fini commerciali, con conseguente riduzione di 158 mila km l’anno percorsi nella parte storica del golfo
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Da sinistra, il segretario dell’Authority Paroli, l’assessora Simonella, il presidente dell’Ap Giampieri e l’ammiraglio Moretti

 

di Martina Marinangeli 

Il tetris del porto dorico, che guarda al futuro dopo un anno da dimenticare. Tra la contrazione delle attività dovuta al Covid e l’incendio all’ex Tubimar, lo scalo ha subito ingenti perdite nel 2020, ma nel futuro prossimo, una rivoluzione degli spazi punta ad invertire al rotta: traghetti dove una volta c’erano i silos ed una banchina, la numero 7, dedicata all’ormeggio degli yacht. Il Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale ha infatti approvato il 29 settembre l’adeguamento tecnico funzionale all’attuale Piano regolatore portuale per la destinazione delle banchine 19, 20 e 21 del molo sud: un’infrastruttura con una lunghezza complessiva di 420 metri ed una superficie di 21.400 metri quadrati dove si possono accogliere i traffici di merci varie, passeggeri, ro-ro (carico e scarico marci) e ro-pax (carico e scarico dei veicoli dei passeggeri). Lo stesso Comitato di gestione, con la delibera n. 31 del 27 giugno 2018, aveva deciso di destinare le aree delle tre banchine, alla scadenza delle concessioni demaniali, a diverse funzioni portuali, dal momento che il mercato dei cereali – stivati nei 46 silos ora abbattuti – era in fortissima flessione. Sulla destinazione d’uso, individuata dall’Authority per i traffici ro-ro, ro-pax e merci varie, il comune di Ancona ha formalizzato, il 18 settembre, il “non contrasto” rispetto agli attuali strumenti di pianificazione urbanistica comunale. «Questo progetto, sul quale si lavora da tempo – ha spiegato il presidente dell’Ap, Rodolfo Giampieri –, fa parte di una fase di ripartenza dello scalo che, pur segnato dal tremendo incendio, vuole mettere in campo tutte le energie positive indispensabili per reagire. Un progetto che recupera banchine per lo sviluppo commerciale e che guarda ad una strategia futura che coniuga sviluppo e sostenibilità». Le banchine 19, 20 e 21, per le loro caratteristiche, si prestano all’ormeggio di navi di medie dimensioni, come i traghetti operativi nell’area extra Schengen. Questa ipotesi libererebbe per l’uso commerciale tre banchine, la 8, la 10 e la 11, con una funzione di polmone per i picchi estivi di traffico ro-ro e ro-pax, in particolare per le linee stagionali, offrendo inoltre la possibilità di intercettare nuove linee commerciali. Nelle valutazioni, l’ipotesi di spostamento ridurrebbe di circa 158 mila i chilometri percorsi l’anno da auto e tir all’interno del porto storico per le attività di imbarco e sbarco per i Paesi di destinazione, con una naturale diminuzione anche delle conseguenti emissioni.

Foto d’archivio

Nel progetto, inoltre, la banchina 7 sarà destinata all’ormeggio di yacht di grandi dimensioni che transitano numerosi in Adriatico, per intercettare così una domanda crescente da parte di questo settore che ad oggi non trova soddisfazione sulle coste adriatiche italiane. «Un’operazione win-win – ha sottolineato Ida Simonella, assessora al Porto -, vince il porto, che rafforza la sua posizione di leader in Adriatico nel traffico traghetti, vince l’operatività: si mette a reddito anche la banchina 7 per manutenzioni o transiti; vince la città perché si riconfigura il business portuale e il sistema di security – che può essere arretrato o alleggerito – rendendoli più compatibili con la città storica e il waterfront». Sulle tempistiche, il segretario dell’Ap Matteo Paroli ha parlato di «operatività del terminal per l’estate del 2022. L’esigenza di dare risposte ai bisogni degli operatori portuali nei tempi rapidi ci ha indotto a utilizzare lo strumento dell’adeguamento tecnico funzionale che l’ultima riforma della legge sui porti ha messo a disposizione per andare in tempi certi a modificare le destinazioni di funzione di banchine e aree portuali. Adesso possiamo affrontare in sede tecnica, di fronte al Consiglio superiore dei lavori pubblici, tutte le successive fasi di approvazione della variante». Per l’ammiraglio Enrico Moretti, comandante del porto di Ancona, «il trasferimento delle navi traghetto provenienti dai Paesi extra Schengen presso le banchine 19-20-21 permetterà di allontanare dal centro cittadino i disagi connessi con il traffico veicolare in imbarco/sbarco, nonché con l’inquinamento acustico generato dai motori delle navi».

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