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La sfida sull’Area Marina Protetta
all’Ocean Hackathon

ANCONA - L'evento, completamente in digitale, ha una base operativa alla Mole dove sono collocate le infrastrutture informatiche, il team di coordinamento e gli istruttori che guidano i circa 100 partecipanti nelle sfide su tema ambientale
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Il porto di Numana e la Riviera del Conero

 

All’Ocean Hackathon si parla dell’Area Marina Protetta del Conero. Si tratta di un evento mondiale che si svolge in 16 città del pianeta (tra cui Ancona) in forma di una maratona digitale no stop di 48 ore, dal 9 all’11 ottobre. Squadre composte da partecipanti iscritti da tutto il mondo affrontano 175 sfide sul tema del mare, per trovare soluzioni e risposte a quesiti proposti da enti, associazioni, scienziati, studenti o, semplici cittadini, con il supporto di scienziati, esperti del settore ed informatici e l’opportunità di utilizzare dati ed informazioni provenienti anche dal mondo della ricerca. L’evento di Ancona è organizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine (Cnr-Irbim) e dall’Università Politecnica delle Marche. Si tiene dal 9 all’ 11 ottobre 2020 completamente in digitale, con una base operativa alla Mole di Ancona dove sono collocate le infrastrutture informatiche, il team di coordinamento e gli istruttori che guidano i circa 100 partecipanti nelle sfide per le 48 ore di durata dell’evento. Le sfide di Ancona stanno affrontando diversi temi, dalle specie aliene alle aree marine protette, dai trasporti marittimi alla gestione delle risorse ittiche, il monitoraggio del mare, ed il turismo, la sostenibilità e l’economia blu. Il Comitato per l’Area Marina Protetta del Conero si è iscritto alla sfida, proponendo una sfida dal titolo “Benefici e opportunità dall’istituzione dell’area marina del Monte Conero”. Da venerdì pomeriggio a domenica, quindi, un team di cittadini e ricercatori, collegato online e in sinergia con prestigiose sedi che si occupano di ricerca scientifica marina, si cimenta in questa sfida, che analizza e compara un’ampia mole di dati scientifici, economici e sociali per verificare quali siano i vantaggi dell’istituzione dell’area marina protetta del Conero. Con l’obiettivo finale di dimostrare, per una volta, con dati scientifici ed inconfutabili, che i limiti alle attività umane che vengono paventati con l’istituzione dell’area marina protetta sarebbero a vantaggio e salvaguardia del mare e del tessuto socio-economico del territorio, e non stravolgerebbero abitudini consolidate degli anconetani, come la pesca del mosciolo. Al contrario, le misure di protezione servirebbero a porre un freno all’uso incontrollato e allo sfruttamento insensato delle risorse marine nel tratto di costa del Conero, in linea con le traiettorie di conservazione e di protezione dell’ambiente su cui anche il Paese si è impegnato.

 

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