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Focolaio nel quartiere di San Giuseppe:
servono spazi per le persone in quarantena

JESI - I contagi hanno portato alla chiusura di alcune sezioni della primaria Garibaldi e della materna Giraffa. Possibile la disponibilità di un piano dell'ex Murri per ospitare chi deve osservare la quarantena
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Promosso dal sindaco Massimo Bacci, si è tenuto questa mattina un incontro per fare il punto sull’emergenza epidemiologica alla luce dei nuovi casi registrati nel quartiere San Giuseppe. Erano presenti i vertici della direzione sanitaria, del dipartimento di prevenzione, dell’Asp Ambito 9, i rappresentanti dei medici di medicina generale, dei pediatri e delle unità speciali di continuità assistenziale, il commissario e il comandante della Polizia locale, assessori e dirigenti.
Nel corso dell’incontro si è evidenziata la criticità presente a San Giuseppe dove il contagio di un nucleo familiare composto da 7 persone ha portato alla chiusura di alcune sezioni della primaria Garibaldi e della materna Giraffa, ma più in generale delle difficoltà che si incontrano per isolare il prima possibile i contagiati e per trovare posti dove far loro trascorrere la quarantena. Un problema, quest’ultimo, legato al fatto che nel quartiere vivono famiglie numerose in abitazioni di pochi metri quadrati dove il distanziamento è praticamente impossibile. A ciò si aggiunge, per talune famiglie, la preoccupazione di dover segnalare al medico lo stato di salute di un proprio componente, pena il rischio di non poter andare magari al lavoro e non avere dunque sostentamento economico. Da parte del personale medico presente all’incontro è stata ribadita la necessità di garantire l’assoluto rispetto delle principali norme di prevenzione: l’utilizzo della mascherina, il distanziamento, l’immediata segnalazione al medico di qualsiasi sintomo. Dall’Asur è giunta invece la richiesta di supporto per individuare spazi dove ospitare persone in quarantena.
Ascoltate le diverse esigenze, il sindaco Massimo Bacci – dopo aver ribadito l’importanza che ciascun soggetto operi nel rispetto delle proprie competenze senza inopportune sovrapposizioni – ha comunicato che l’Amministrazione comunale tornerà a chiedere alla Regione di poter utilizzare un piano dell’ex ospedale Murri per ospitare soggetti in quarantena, avendo tale edificio non solo le migliori caratteristiche per tale scopo, ma anche la prossimità con il Carlo Urbani, come sottolineato anche dal rappresentante dei medici di medicina generale.
Nel frattempo, insieme alla Caritas si stanno studiando soluzioni temporanee per garantire l’isolamento a quei contagiati che vivono in abitazioni dove non avere contatti risulta impossibile. Garantiti anche i servizi di consegna spesa e farmaci per le famiglie in isolamento, oltre ad uno studio su strumenti di sostentamento economico per coloro che, a causa dell’isolamento, non possono recarsi al lavoro. La Polizia locale effettuerà controlli specifici sul rispetto dei mascherine e distanziamento, mentre contatti sono stati presi anche con i rappresentanti delle varie comunità straniere per una maggiore sensibilizzazione ed un più stringente controllo per evitare assembramenti negli spazi pubblici e privati.

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