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Mezzanotte, ‘coprifuoco’ dei locali:
«Sacrifici continui per andare avanti
La nostra categoria? Martoriata»

ANCONA - Il decreto firmato oggi dal premier e dal ministro della Salute, è una scure per chi ha un'attività che lavora prettamente la sera, con l'inizio degli aperitivi. Duro Silvio Matenco del King Edward di piazza del Papa: «A questo punto, forse, una chiusura totale sarebbe stata la miglior scelta. Potrei anche decidere di non aprire il locale, così è impossibile lavorare»
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A sinistra, Francesco D’Alessio

 

di Alberto Bignami e Martina Marinangeli

Serrande abbassate con lo scoccare della mezzanotte, chiusura anticipata alle 21 se il locale è sprovvisto di servizio al tavolo. Il nuovo Dpcm, firmato oggi e in vigore da domani, 14 ottobre, prevede nuove restrizioni che «colpiscono principalmente il nostro settore – dice Francesco D’Alessio, della birreria Saint George di corso Amendola -. A dirla tutta, siamo un davvero stanchi. Siamo i primi – ricorda – a rispettare le regole e a farle rispettare ai nostri clienti. Cosa che facciamo da marzo. Con queste nuove restrizioni diminuiscono inevitabilmente e ulteriormente i clienti. Tutti noi del settore, andiamo avanti facendo sacrifici continui. La nostra categoria è la più martoriata e anche demonizzata. Adesso  ci attrezzeremo in qualche modo, pensando magari di aprire anche a pranzo. Ci inventeremo qualcosa insomma  per andare avanti».

Corrado De Sanctis

Della stessa idea è anche Corrado De Sanctis del pub Gasoline di via Lauro Rossi, al Piano. «Chiudendo a mezzanotte – dice – perdiamo un terzo dell’incasso. Ormai non abbiamo nemmeno più fiato per discutere di queste cose. Le città poi non sono tutte uguali. Il Comune, la Regione, e dunque i politici locali, conoscono indubbiamente meglio la realtà di Ancona e potrebbero farci chiudere più tardi. Limitare l’orario a mezzanotte credo non serva a molto se non a creare maggiore assembramento. Immagino la bolgia che potrebbe esserci nel weekend, dalle 22 alle 24 con la gente consapevole che dopo quell’ora non troverà più nulla di aperto. Poi – si chiede – dopo mezzanotte dove andrà la gente, a casa? Quello che mi dà fastidio  è che siamo visti come una categoria che “causa” l’incremento dei contagi quando abbiamo lavorato durante l’intera stagione estiva senza alcun problema perché noi siamo sicuramente tra i primi che vogliono farlo in totale sicurezza. Abbiamo investito molto su questo fattore. Se si vuole limitare il numero di persone  si potrebbe fare come durante le Notti Bianche: creare degli accessi controllati in quella determinata zona più frequentata di altre e mettere dei contapersone. Si lavorerà di meno, ma si lavorerà. Inoltre dovendo chiudere alle 24, vuol dire che non posso più servire già diverso tempo prima». Chi ordinerà una birra alle 23.45 «dovrà berla tutta d’un fiato? O dovrò togliergli il bicchiere anche se non l’ha finita perché si trovava in compagnia a parlare?».

Federico Pesciarelli al Raval

«Mi adeguo a quelle che sono le direttive da parte dello Stato – dice Federico Pesciarelli del Raval di piazza del Plebiscito -. Se hanno reputato che questa possa essere una soluzione per rallentare il contagio, ben venga, anche se non sono convinto che lo sia. Per i locali che lavorano di sera – prosegue -, sarà dura e ne risentiranno più di quelli che sono aperti già dal mattino. Piazza del Papa ha un problema che conosciamo tutti: nonostante sia centrale e bellissima non vive durante il giorno, ma esclusivamente per la presenza dei locali la sera. È una piazza abbandonata a se stessa da tempo, senza eventi, mercatini, negozi o uffici».

Silvio Matenco

Anche per Silvio Matenco, del King Edward di piazza del Papa, tutto questo «E’ un problema. Noi abbiamo un orario che va dalle 18 alle 2 di notte – dice – e con la chiusura fissata a mezzanotte, siamo in grossa difficoltà. Forse era meglio una chiusura totale a questo punto. Tanto, con questo terrorismo sulle persone, la gente non esce comunque: cosa stiamo aperti a fare? Ho sei dipendenti  e non so come andrà a finire. Faremo questi giorni di prova e poi prenderemo una decisione: potremmo anche decidere di chiudere perché in questo modo non è possibile lavorare. Non si possono fare progetti a lungo termine, non si può dare una sicurezza nemmeno al dipendente. Il Covid non si prende da mezzanotte alle 2, si può prendere anche la mattina andando a scuola. I miei figli vanno a scuola, e in autobus non c’è tutto questo distanziamento. Quindi – conclude – di cosa parliamo? È un accanimento su piazza del Papa».

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