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Raccolta firme per il commissariamento,
volano gli stracci nel Pd
Gostoli: «Non merito questo accanimento»

RESA DEI CONTI - Una parte dei dem chiede la rimozione immediata dei vertici, per far posto a un esponente nazionale che traghetti il partito fino al congresso. Tra i firmatari: Alessia Morani, Mario Morgoni e Antonio Mastrovincenzo. Il segretario regionale: «Chi invoca l’azzeramento senza discussione, oltre a non prendersi le proprie responsabilità, non fa un buon servizio al dibattito futuro. Divisioni e litigiosità con il tempo sono diventati sempre più barbarie». L'ultima parola spetta alla direzione, convocata per venerdì
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Il segretario regionale del Pd Giovanni Gostoli

 

La pesante sconfitta elettorale avrebbe dovuto insegnare al Pd una lezione da tenere bene a mente: le guerre per bande interne non pagano ed indeboliscono un partito da anni in perdita quanto a consensi. Stando agli aggiornamenti quotidiani del post voto, però, pare proprio che il messaggio non sia arrivato. Tra i dem marchigiani continuano a volare stracci e l’ultima cannonata in ordine di tempo è la raccolta firme per il commissariamento, con un esponente del Pd nazionale chiamato a prendere le redini di un partito a pezzi, per condurlo al congresso. Una posizione minoritaria tra i democrat, ma che viene perorata da pesi massimi come Alessia Morani e Mario Morgoni (Base riformista), ed Antonio Mastrovincenzo. L’ultima parola spetterà alla direzione regionale – convocata per venerdì – alla quale la segreteria si presenterà dimissionaria e proporrà una costituente per un confronto aperto e serrato sulla sconfitta, alla quale far seguire un congresso che non sia solo un regolamento di conti. Nel frattempo, però, il segretario Giovanni Gostoli, ci tiene a rimettere i puntini sulle i e, in un post a cuore aperto su Facebook, comunica tutto il suo rammarico per la situazione. «Nella sconfitta ognuno ha la sua parte di responsabilità che non sono tutte uguali. Come segretario regionale, nonostante da solo venti mesi, mi sento di averne una in più di tutti gli altri e per questa ragione rimetterò il mandato al partito. Il Partito democratico delle Marche ha bisogno di arrivare a nuovo congresso regionale. La speranza è che sia di rilancio su un progetto politico e organizzativo, poi sulle persone che possono rappresentarlo. In uno dei momenti più difficili per il Pd il congresso potrà essere un momento di prospettiva e di rigenerazione solo se non sarà una semplice conta sui nomi o scontro tra le correnti e riposizionamenti per i destini personali. È per questa ragione che occorre sia preceduto da una fase di analisi sul voto e sulle ragioni della sconfitta, alcune sono più recenti ma altre partono da lontano. Chi invoca l’azzeramento senza discussione, oltre a non prendersi le proprie responsabilità, non fa un buon servizio al dibattito futuro del partito. Siamo arrivati qui anche a causa di questo modo di fare alla ricerca di capri espiatori e scorciatoie. Divisioni e litigiosità che con il tempo sono diventati sempre più barbarie. In queste ore ho letto a malincuore di una raccolta firme per chiedere il commissariamento del partito regionale. In tutta sincerità non pensavo di meritare un accanimento di questo genere sul piano politico, ma anche umano. Così come credo sia un atteggiamento sbagliato non solo per chi c’è oggi, ma anche per chi verrà domani. Sono sempre più convinto che insieme al progetto politico, prima ancora delle persone, questo partito ha bisogno di ritrovare un sentimento di comunità e di una più profonda tensione unitaria».

(Redazione CA)

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