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L’arte salvata dal sisma sale sul bus
Mostra itinerante in quattro tappe

ESPOSTI gli scatti dell'architetto Luca Maria Cristini. Esordio il 31 ottobre a Camerino, poi tappe a Fabriano, Jesi, e Ancona
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L’arte sepolta e poi salvata. L’arte che ha rischiato di scomparire per sempre tra le macerie del terremoto. L’arte che non dobbiamo dimenticare e che ora torna in mostra attraverso scatti fotografici che hanno immortalato il grande impatto emotivo del loro ritrovamento. Si chiama “Scherza coi fanti ma lascia stare i santi” l’esposizione fotografica degli scatti di Luca Maria Cristini organizzata da Conerobus e Contram, le aziende del trasporto pubblico delle province di Ancona e di Macerata, in collaborazione con il Nucleo per la Tutela dei Beni Culturali dei Carabinieri. Una mostra itinerante in quattro tappe: esordio il 31 ottobre a Camerino. Una data significativa, a ridosso del quarto anniversario di quel magnitudo 6.5 nell’Alto Maceratese, triste record dell’ondata sismica che ha investito il Centro Italia. La mostra si sposterà poi a Fabriano, Jesi e, infine, Ancona.

Queste le date e le location:
Camerino, 31 ottobre – piazza del Sottocorte Village (dalle 9 alle 17)
Fabriano, 7 novembre – piazza del Comune (dalle 9 alle 17)
Jesi, 15 novembre – piazza della Repubblica (dalle 9 alle 17)
Ancona, 21 novembre – piazza Cavour (dalle 9 alle 17)

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Luca Maria Cristini

Cristini, architetto, nei giorni in cui la terra tremava, era responsabile dei beni culturali dell’Arcidiocesi di Camerino e San Severino. Ha lavorato a lungo, insieme ai volontari e ai “Monuments Men” dell’Arma per salvare più opere possibile dai luoghi di culto distrutti o a forte rischio di crollo. E mentre lavorava, fotografava per consegnare agli occhi della gente, di oggi e di domani, una testimonianza storica di luoghi ancora adesso, a quattro anni di distanza, dimenticati. “Ho scattato queste foto, senza alcuna velleità, con uno smartphone e, nel migliore dei casi, con una fotocamera amatoriale; tuttavia ognuna di queste sembra comunicarci un sentimento vivo. Queste statue, scendendo forzatamente dagli altari a cui sono consacrate, si animano fino a trasmettendoci sensazioni quali: paura, dolore, smarrimento. Ringrazio chi ha voluto allestire una mostra di questi miei lavori per ricordare il quarto triste anniversario degli eventi sismici, contribuendo a non dimenticare il nostro patrimonio di fede e arte”.
Il catalogo della mostra, edito da Hexagon, contiene contributi della giornalista Raai Maaria Francesca Alfonsi e del critico fotografico Alberto Pellegrino, che vi scrive.

La mostra fotografica sarà ospitata all’interno di un bus storico. Per salire a bordo a visitare la mostra saranno necessari tutti gli accorgimenti di sicurezza per evitare contagi: entrambe le porte aperte con percorso a senso unico (entrata e uscita), finestrini aperti per garantire il ricambio d’aria, gel per sanificare le mani e personale Conerobus/Contram a far osservare il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine.

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