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Capitale italiana della Cultura,
Ancona tra le dieci città finaliste
«Continuiamo a costruire il futuro»

IL MINISTERO ha scelto anche il progetto del capoluogo dorico tra i papabili vincitori per il 2022. Tra i nove sfidanti, anche Taranto, Bari, Trapani e Procida. Il sindaco Mancinelli: «Siamo una città non solo bellissima, ma ricca di risorse». L'assessore Marasca: «Ce la mettiamo tutta per arrivare a gennaio preparati. La città se lo merita»
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La Mole

 

Capitale italiana della Cultura: continua la corsa di Ancona. Il progetto redatto dall’amministrazione è stato inserito dal Mibact nella lista delle dieci città finaliste per il 2022. A contendersi la scelta definitiva, oltre al capoluogo dorico, ci sono Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo (Treviso), Procida (Napoli), Taranto, Trapani, Verbania e Volterra (Pisa). Al Ministero erano arrivati 28 dossier Ancona ha rinunciato, come tutte le altre città, ad essere designata per il 2021 data l’emergenza Covid. L’anno prossimo, la città simbolo della cultura (come per il 2020) sarà Parma. La candidatura di Ancona ha coinvolto un team di giovani attorno al quale si sono sviluppati circa 80 progetti originali del territorio, e alcuni prodotto di artisti e figure della cultura nazionale che hanno deciso di scommettere sulla città dorica. Il tema di candidatura (il rapporto con l’Altro). Molte realtà del territorio si sono messe in gioco proponendo iniziative e operazioni, che sono state accolte da chi lavorava al dossier, sviluppate, riorganizzate e entrate a far parte della progettualità senza minarne la coerenza. La notizia della scelta di Ancona tra le finaliste è stata data sui social dal sindaco Valeria Mancinelli: «Una buona notizia. Abbiamo appena saputo che il progetto di Ancona Capitale della Cultura 2022 è tra i dieci finalisti scelti dal Ministero. Un lavoro di squadra che ci riempie di gioia e ci affida la bella responsabilità di costruire, con la cultura, il bene della comunità. Le audizioni delle finaliste saranno a gennaio: ora Paolo Marasca testa bassa e lavorare».

Mancinelli e Marasca

Ha poi incalzato: «Come ho avuto modo di dire alla presentazione della candidatura, già partecipare è una vittoria, perché significa che Ancona crede, finalmente, alle proprie possibilità, e ritiene di essere capace di trasformarsi anche grazie alla leva culturale. Siamo una città non solo bellissima, ma ricca di risorse che a volte sembrano inaspettate persino a noi, e che giorno dopo giorno stanno emergendo. In un periodo difficile come questo, sapere che si continua a costruire per il futuro, senza ignorare le pene del presente, ma facendone tesoro, è un motivo di orgoglio». L’assessore alla Cultura Paolo Marasca: «Ad Ancona sono sempre avvenute cose straordinarie, nel campo della cultura, ma da qualche anno c’è una continuità di azione e soprattutto di convinzione. Al dossier hanno lavorato persone spesso molto giovani, coinvolte, innamorate sia della cultura sia della città, prive di preconcetti, che stanno infilando giorno dopo giorno ottimi risultati semplicemente facendo le cose, facendo cultura, coinvolgendo tanta altra gente. La comunità culturale di Ancona non solo cresce, ma è più consapevole, questo è già un risultato incredibile. Ora, ci sono 10 progetti che, considerata la levatura della commissione che li ha selezionati, sono senza dubbio tutti molto validi: ce la mettiamo tutta per arrivare a gennaio preparati. Se lo merita Ancona e se lo meritano le tante persone che ad Ancona si occupano di cultura».

(Redazione CA)

 

 

 

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