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Bar del porto come gli autogrill:
ecco l’ordinanza ministeriale
che “salva” i locali

ANCONA – Secondo l'ordinanza firmata dai ministri Speranza e De Micheli, le attività di somministrazione di cibo e bevande che si trovano all'interno delle aree portuali e degli interporti potranno restare aperte anche nelle regioni in zona arancione o rossa
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Un locale del porto

 

di Martina Marinangeli

Da quando, la scorsa domenica, le Marche sono scivolate in zona arancione, bar e ristoranti hanno dovuto chiudere i battenti, proseguendo il servizio solo con asporto e consegna a domicilio. Per alcune attività, però, è arrivata una svolta inaspettata. Un’ordinanza siglata ieri dal ministro della Salute Roberto Speranza e della ministra ai Trasporti Paola De Micheli, ha dato il via libera alla riapertura degli esercizi di somministrazione di cibo e bevande che si trovano nelle aree portuali e negli interporti. Si tratta di un’estensione delle disposizioni adottate per gli scali aeroportuali, per i bar all’intero degli ospedali e per gli autogrill. Nel Dpcm del 3 novembre, con il quale sono state istituite le zone di rischio, viene infatti stabilito che «restano comunque aperti (anche nelle Regioni collocate nello scenario di tipo 3, dove il livello di rischio contagio è considerato alto, e nello scenario di tipo 4, con livello di rischio molto alto, ndr) gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti». Gli operatori del settore e le organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori del trasporto merci, hanno manifestato l’esigenza di tenere aperte queste attività, quali servizi essenziali, anche nei porti e negli interporti. Di qui, la decisione dei due ministeri di estendere le misure, valide fino al 3 dicembre. Una buona notizia che ha colto di sorpresa anche gli stessi esercenti che operano all’interno del porto dorico. «Non me l’aspettavo e ne sono contento – il commento di Andrea Manganelli, titolare dell’omonimo bar di fronte alla sede dell’Autorità di sistema portuale che in questi giorni si era limitato all’asporto –. Nel bene e nel male, noi ci siamo sempre stati. Ora magari potremmo essere visti come dei privilegiati, ma ne abbiamo dovute affrontare tante negli anni: il calo dei turisti quando vennero messe le reti, il biennio di chiusura di Fincantieri, fino ad arrivare all’estate appena trascorsa, quando il Covid ha azzerato del tutto la presenza dei turisti. Ora, torneremo a lavorare anche con il servizio al tavolo, sempre nel rispetto delle regole anti-Covid».

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