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Area Marina Protetta, Tombolini:
«Ecco perchè non si può realizzare»

IL FRONTE DEL 'NO' sull'istituzione dell'AMP nell'intervista al sindaco di Numana. Cosa non mi convince? «Innanzitutto la procedura per l’istituzione. Tutti i poteri di governo andranno a un direttore indicato dal Ministero dell’Ambiente, una persona non eletta, nominata. Non basta la lezione del pessimo funzionamento dell’ente Parco del Conero?»
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Il sindaco Tombolini

 

di Giampaolo Milzi

L’Area Marina Protetta della Costa del Conero da bocciare, secondo la Giunta municipale di Numana «per una questione di senso di responsabilità e serietà nei confronti dei cittadini, per i troppi punti poco chiari relativi alla sua gestione e alle modalità di finanziamento». Parola del sindaco Gianluigi Tombolini, il quale sulla iper discussa questione dell’istituzione dell’AMP è in accordo pieno con l’assessore comunale all’Ambiente, Rossana Ippoliti. «Non ho ancora ricevuto la lettera che attendo dall’assessore regionale all’Ambiente, Stefano Aguzzi, nella quale chiederà a me e ai sindaci di Sirolo e Ancona di motivare definitivamente, con un documento ufficiale, la nostra comune contrarietà alla istituzione dell’AMP proposta dal Ministero. Ma risponderò no. In linea col no che avevo già espresso all’inizio del mio mandato e poi un anno fa quando sono stato rieletto». Ma cos’è che non la convince? «Innanzitutto la procedura per l’istituzione, che proprio non mi sta bene. Tutti i poteri di governo dell’AMP a un direttore indicato dal Ministero dell’Ambiente, una persona non eletta, nominata. Tutt’altra cosa sarebbe valutare un modello di gestione affidato ad un organismo nel quale il direttore sarebbe affiancato dai sindaci, dai rappresentanti dei Comuni. E poi non basta la lezione del pessimo funzionamento dell’ente Parco del Conero?». In che senso? «Noi sindaci abbiamo dovuto lottare duramente per conquistare un minimo di autonomia per contare nell’ente Parco. Da un anno a questa parte ce l’abbiamo, è stato fatto un passo avanti, ma è insufficiente. La verità è che non ci sono da anni fondi perché l’area protetta terrestre del Conero sia davvero valorizzata, oggetto di iniziative pubbliche, di sensibilizzazione della società civile. Mancano i soldi perfino per le opere di manutenzione generale, per sistemare gli stradelli, per sostituire la segnaletica. E una eventuale Area Marina Protetta rischierebbe gli stessi deficit».

Vista sul Monte Conero

Il no di Tombolini all’AMP – quella della prima opzione prospettata dal Ministero, che include il territorio costiero di Numana e Sirolo oltre che parte di quello di Ancona, mentre l’altra prevede solo la riserva dal Passetto escluso fino allo scoglio della Vela, ad Ancona – «non è un no di principio». Tombolini, alla guida della lista civica di maggioranza di centro-destra “Con i numanesi c’è sempre più futuro” che regge la sua Giunta municipale, ecco, pensa «in modo preoccupato al futuro». «E’ ormai da un anno che ho scritto a tutte le istituzioni possibili, Ministero compreso, per avere chiarezza, nessuna risposta – prosegue -. Quanto ai limiti imposti alle attività delle categorie che operano su costa e mare (tali limiti, relativi alle due opzioni in campo che prevedono zone B e C, si concretizzerebbero in vincoli molto più allentati in relazione a tutte le attività citate, ndr) non sono tanto quelli che mi preoccupano. Ma mi preoccupa come quei limiti potrebbero far essere rispettati da una AMP che non avrebbe né i mezzi né gli strumenti per farlo. E quei limiti, ripeto, andrebbero discussi nell’ambito di una trattativa tra i Comuni e un referente credibile, trattativa che non è allo stato attuale prevista – sottolinea il sindaco di Numana . – L’AMP rischierebbe di essere una eco-tutela in meno non in più. Non dimentichiamo che in Italia non c’è certezza della pena, dell’applicazione di sanzioni a chi trasgredisce. Un esempio? La stessa Capitaneria di porto non riesce a far rispettare le sue ordinanze. E continuiamo a vedere le vongolare operare sotto la costa del Conero, impunite, solo per fare un esempio».

Passo del Lupo

Capitolo a parte, ma decisivo per il no di Tombolini, la questione delle risorse per una AMP efficiente. Il Ministero afferma che stipendierà il direttore dell’AMP e stanzierà dei fondi iniziali per la gestione, si parla di una prima quota di 350mila euro.  «Ok, fondi che attingerebbero dalla Unione Europea. Ma si sa come poi vanno queste cose. Chi ci assicura che il Governo nazionale poi non dirotti queste risorse per altre esigenze? Chi pagherà? I Comuni non hanno certo i quattrini necessari in bilancio. Ripeto, la brutta esperienza del Parco del Conero insegna. E quella esperienza non è giudicata un valore aggiunto dal 99% dei cittadini numanesi». Tombolini ci tiene a ribadire che il suo no all’AMP non è una questione di principio: «Siamo tutti d’accordo, ci mancherebbe, per la tutela del territorio costiero e del mare, ma al momento con ci sono le condizioni, come ho spiegato, per essere fiduciosi che tale tutela con l’AMP sia concreta».

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