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Acquaroli: «Scuole superiori?
No alla riapertura prima di Natale»

IL GOVERNATORE delle Marche sulla possibilità di una ripresa delle lezioni: «Noi abbiamo avuto un problema enorme a livello di trasporti pubblici locali. Ci stiamo organizzando per gennaio». Sulle misure restrittive che il governo dovrebbe confermare nel nuovo Dpcm: «Rischiamo una crisi economica impressionante»
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Il Governatore Francesco Acquaroli

 

«Di riaprire le scuole superiori prima di Natale non se ne parla». Lapidario il commento del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, durante il collegamento di questa mattina con la trasmissione radiofonica ‘Radio anch’io’, sulle ipotesi di riapertura delle scuole che potrebbero essere inserite nel prossimo Dpcm del Governo. «Noi abbiamo avuto un problema enorme a livello di trasporti pubblici locali- dice Acquaroli-. Ci stiamo organizzando per gennaio, sperando che si potrà riaprire con le attività scolastiche, cercando di mettere a disposizione della popolazione scolastica un numero di autobus sufficienti per non creare assembramenti. Ma non è opportuno aprire le scuole prima delle vacanze di Natale». Per quanto riguarda invece l’impatto delle misure restrittive, il governatore ha aggiunto: «Rischiamo una crisi economica impressionante». Il 4 dovrebbe entrare in vigore il nuovo Dpcm con le norme per le festività natalizie, dopo un braccio di ferro tra Regioni e Governo, che pare sia orientato a non concedere deroghe su spostamenti e aperture serali di locali e ristoranti. Nel frattempo le Marche dovrebbero tornare in zona gialla. «Ferma restando la salvaguardia delle strutture sanitarie – ha aggiunto Acquaroli – vorremmo ci fosse la capacità di guardare alle tante attività che sono state ferme cercando di dare loro un respiro maggiore. Penso alla ristorazione, ai bar, alle palestre e al commercio. Riceviamo decine di chiamate di persone disperate che non hanno ristori a sufficienza e che non hanno la possibilità di lavorare. È difficile trovare l’equilibrio giusto, ma siamo in una fase in cui il rischio di vedere annullare tante possibilità di lavoro da qui ai prossimi mesi è elevatissimo: si può generare una crisi sociale ed economica impressionante».

(in aggiornamento)

 



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