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Ricerca web di Rossetti prima del delitto:
cosa rischiava con l’omicidio premeditato
Il Gip: «Violento e prevaricatore»

ANCONA - Il 26enne accusato dell'omicidio di Michele Martedì l'8 dicembre si era informato sul reato e anche sul trasferimento in Inghilterra. Il giudice ha disposto ieri la conferma della custodia in carcere per il rischio di reiterazione del reato e il pericolo di fuga
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Il luogo del delitto

 

Reiterazione del reato e pericolo di fuga. Sono i motivi che hanno spinto il gip a confermare la misura cautelare del carcere per Mattia Rossetti, il 26enne arrestato per l’omicidio del coetaneo Michele Martedì, accoltellato con dieci fendenti la mattina dell’Immacolata, ad Ancona, nel quartiere Pinocchio. Nel dispositivo, il giudice ha attribuito all’indagato una «personalità aggressiva e violenta» e un approccio «prevaricatore nei rapporti interpersonali». Elementi che emergerebbero dal passato recente di Martedì, denunciato nel novembre 2019 per percosse e violenza privata da una ragazza agganciata fuori da una discoteca jesina. In più, all’inizio dell’estate avrebbe partecipato a una rissa dove, tra gli altri, era presente anche lo stesso Martedì.

Mattia Rossetti

Dal gip è stata anche sostenuta la «fermezza dell’ideazione e della premeditazione» con cui è stato compiuto il delitto, avvenuto in una stradina sterrata di via Maggini. Proprio sulla premeditazione puntano i carabinieri del Nucleo Investigativo e del Norm, coordinati dalla pm Irene Bilotta. Qualche giorno prima dell’omicidio, il 26enne si era armato del coltello, come sostenuto nel corso dell’udienza di convalida. Inoltre, aveva cercato sul web notizie sulla connotazione giuridica dell’omicidio premeditato, forse per capire a cosa sarebbe andato incontro nel caso avesse maturato il suo piano. E ancora, agli investigatori risulta che almeno 24 ore prima a più persone aveva annunciato il suo intento di uccidere una persona. In più, avrebbe raccolto informazioni su un suo possibile trasferimento a Londra dopo l’omicidio. L’Inghilterra sarebbe dovuta essere un tramite per poi arrivare oltreoceano, in un paese dell’America Latina dove non c’è estradizione. Al gip, l’indagato avrebbe confessato di aver ucciso non essendo riuscito a frenarsi dopo aver visto il ragazzo conosciuto fin dai tempi delle scuole medie. Rossetti è accusato di omicidio premeditato aggravato dalla crudeltà, dallo stalking, dai futili motivi e dalla premeditazione. Gli è stato anche contestato il possesso del coltello a serramanico: l’arma non poteva essere portata fuori dalla sua abitazione. In corso, la perizia sui dispositivi informatici sequestrati al 26enne e quella psichiatrica

(F. Ser.)

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