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Ricostruzione, l’arcivescovo Massara:
«Almeno una chiesa agibile
per ogni paese della diocesi»

SISMA - Dai ringraziamenti al commissario Legnini per l'ordinanza 105 al messaggio ai fedeli per il Natale, monsignor Francesco Massara fa il punto della situazione sui lavori: completato anche il progetto per la struttura ricettiva a Macereto
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Monsignor Francesco Massara, arcivescovo delle diocesi di Camerino-San Severino e Matelica-Fabriano

 

di Monia Orazi 

Un territorio in cui iniziano a brillare le prime timide luci della ricostruzione e si accentuano le difficoltà di chi è rimasto senza lavoro a causa della pandemia: così l’arcivescovo di Camerino-San Severino e vescovo di Fabriano e Matelica monsignor Francesco Massara vede questo periodo difficile. In diocesi stanno per partire una serie di interventi di ricostruzione, annuncia il vescovo: «Sono state affidate molte progettazioni delle chiese, tenendo presente che l’obiettivo è di ridare almeno una chiesa agibile per ogni paese della diocesi. Il ringraziamento va al commissario straordinario per la ricostruzione Giovanni Legnini che con l’ordinanza 105 ci ha messo nelle condizioni di iniziare immediatamente la ricostruzione. In questo tempo di pandemia credo che sia un segnale di speranza e di luce per questo territorio colpito duramente dal terremoto ed una profonda crisi economica. Ieri c’è stato questo incontro con gli ambiti territoriali, coordinato dal dottor Valerio Valeriani in cui sono emerse agli assistenti sociali, alle Caritas, alle associazioni anche di volontariato, dei grandi disagi sociali nel nostro territorio, molto allarmanti, forme profonde di povertà e dall’analisi di questi disagi, facendo riferimento ai dati del Censis che danno dei messaggi preoccupanti anche a livello nazionale, abbiamo pensato di vederci molto spesso per analizzare la situazione territoriale, programmare degli interventi e passare a gesti concreti per il nostro territorio. Nel sottobosco c’è tanta depressione, tanto disagio. Lavorando insieme in questo momento, anche con i sindaci e tutto il territorio potremo dare delle risposte più concrete».

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Il vescovo Massara a Visso durante la recente visita del commissario Legnini

 

Tra i dati del rapporto nazionale Censis su Covid e povertà, emerge che il 34 per cento della ricchezza nazionale, è posseduta dal 3 per cento della popolazione, un crollo del 50 per cento dell’occupazione giovanile, un sorprendente 44 per cento si dichiara favorevole all’introduzione della pena di morte. Intanto grazie alle novità legislative introdotte da Legnini, che permettono alla diocesi di agire come soggetto privato sino alla soglia di 5 milioni e 300 mila euro, sul fronte della ricostruzione qualche gru inizia ad apparire: «Abbiamo iniziato con alcuni lavori: il collegio Betti verrà consegnato a breve, per l’ex seminario già sono stati affidati i lavori, ci sarà il centro pastorale per la città di Camerino ed una casa per i sacerdoti malati, per tutta la Diocesi. Inizierà a breve anche il collegio Bongiovanni, che sarà una delle più grandi strutture ricettive e potrà rispondere anche alle esigenze di tante imprese che cercano dei posti dove far dormire gli operai, oltre che per gli studenti, il palazzo arcivescovile e la cattedrale siamo in fase di elaborazione e credo che tra non molto tempo, fatti tutti i passaggi burocratici, potrà iniziare il recupero, è uno dei punti nevralgici per la rinascita di Camerino. Lavori anche in altri centri della diocesi: la casa di vacanze di Elcito, soprattutto la struttura ricettiva e di ospitalità per gruppi di Macereto, il cui progetto è ormai completato. Il recupero della struttura si completerà quando la Soprintendenza ci affiderà anche il santuario. Sia per Macereto che Elcito, stiamo ormai per affidare i lavori. Abbiamo dato in affidamento i lavori per quasi tutte le case canoniche danneggiate, daremo la possibilità a tanti sacerdoti di riavere una propria casa».

 

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Il santuario di Macereto

 

Per Natale monsignor Massara ha preparato una lettera per i fedeli, in cui contrappone il buio di questo periodo difficile, alla luce della speranza e delle fede. L’invito è quello di vivere un Natale all’insegna dei veri valori: «A nulla serve accendere luci artificiali nelle nostre città, mentre si spegne il futuro del prossimo. È inutile decorare con luminarie colorate le case, se poi deturpiamo la vita degli altri e il creato con lo sfregio della povertà, della disoccupazione, dell’esclusione – scrive il presule nel messaggio di Natale inviato ai fedeli – il Natale che ci apprestiamo a vivere deve necessariamente creare nuovi stili di vita in cui la sobrietà nell’uso delle cose, la giustizia nei rapporti con le persone, la misericordia e pietà verso ogni sofferenza umana fanno diventare una risorsa per l’altro ciò che non è necessario per me».

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