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«Non ce la faccio più a non lavorare,
voglio farla finita»:
36enne salvato dai carabinieri

TRAGEDIA sventata la sera della vigilia sul ponte di legno di Collemarino. Mentre l'uomo, un ristoratore, stava al telefono con un operatore del 112, i militari l'hanno raggiunto e afferrato prima che potesse lanciarsi nel vuoto. L'intenzione di lanciarsi sarebbe stata dettata dalle difficoltà lavorative e dalla chiusura forzata, causa emergenza in corso, del suo locale
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foto d’archivio

 

di Alberto Bignami

Ha chiamato il numero unico di emergenza in lacrime, dicendo di volerla fare finita e di gettarsi dal ponte di Collemarino, sul quale era da poco salito.  La tragedia si stava per consumare nella notte di Natale se non fosse stato per l’intervento delle pattuglie dei carabinieri del Norm che, avvisate, sono giunte sul posto mentre l’uomo era ancora al telefono.
La vicenda ha avuto come protagonista un ristoratore 36enne residente in un comune della provincia anconetana che ieri, intorno alle 23, dopo aver parcheggiato l’auto nei pressi del centro commerciale, ha salito le scale percorrendo il ponte che passa sopra la Flaminia, arrivando fino al lato che si affaccia sulla ferrovia. Mentre era ancora al telefono, contemporaneamente è stato organizzato l’intervento di salvataggio, inviando due pattuglie sul posto. L’uomo è stato notato in lontananza dai carabinieri che gli si sono poi avvicinati senza farsi accorgere della loro presenza. Piano piano e in assoluto silenzio, sono riusciti ad arrivargli sempre più vicino.
L’uomo invece, in un pianto a dirotto, continuava a sfogarsi con l’operatore, raccontandogli quanto fosse spossato da tutto quello che gli era accaduto in quest’ultimo periodo; partendo dal fatto che non stava più lavorando da troppo tempo perché, a causa del Covid, aveva dovuto chiudere il suo locale.  Troppo lo stress da sopportare, i pensieri per i quali preoccuparsi senza sosta e il fardello da tenere sulle spalle che, in un momento di debolezza, pesa come una montagna. Il ristorante chiuso e un rapporto sentimentale in bilico, lo hanno portato a scegliere la peggiore via da prendere, dettata dalla disperazione che improvvisamente era esplosa. Dall’altro capo del telefono, un militare dell’Arma continuava a parlargli. Il dialogo era quello tra una persona comprensibilmente disperata e un carabiniere che ora era anche il suo miglior amico e confidente così come i suoi migliori amici, sono stati i carabinieri del Radiomobile che si trovavano proprio dietro di lui e che, poco prima che decidesse di lanciarsi nel vuoto dopo aver scavalcato il parapetto, gli sono corsi incontro e lo hanno afferrato opponendogli resistenza e riuscendo poi a fargli rimettere i piedi a terra, con non poca fatica, ma tenendolo sempre stretto a loro senza mai mollare la presa. Tutto era finalmente finito. Attorno, il silenzio di un coprifuoco iniziato ormai da oltre un’ora. I carabinieri hanno quindi iniziato a parlargli, a rincuorarlo e a tranquillizzarlo poi, sorreggendolo, lo hanno accompagnato fino al livello strada. Quella di ieri doveva essere solo una notte da dimenticare. Un momento di smarrimento conclusosi per fortuna senza una tragedia. Dopo avergli portato dell’acqua affinché si calmasse, con un’ambulanza è stato accompagnato al pronto soccorso di Torrette per un controllo medico e le cure necessarie a riprendersi per ricominciare una seconda vita.

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