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Parla la figlia di Rosina:
«Non giudicate, siamo stati travolti
dalla vicenda giudiziaria»

OMICIDIO DI MONTECASSIANO - Le parole di Arianna Orazi, indagata con il figlio Enea Simonetti e il padre Enrico, in vista del funerale: «Non abbiamo potuto piangere né stringerci attorno a mia madre. Confidiamo che presto sarà tutto chiarito». Sabato mattina nuovo sopralluogo degli inquirenti nella villetta
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Arianna Orazi, figlia di Rosina Carsetti

 

«Il 24 dicembre la vita della nostra famiglia è stata sconvolta, anziché poter vivere ed elaborare un lutto siamo stati travolti da una vicenda giudiziaria. Non abbiamo potuto piangere né stringerci attorno mia madre. Ringraziamo le numerose attestazioni di affetto e vicinanza ricevute, chiediamo agli altri di non giudicare e di rispettare la nostra famiglia. Vorremmo vivere il più possibile in forma privata il funerale e confidiamo nel fatto che presto sarà tutto chiarito». 

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Rosina Carsetti

Sono le parole di Arianna Orazi, figlia di Rosina Carsetti, la 78enne uccisa la sera della Vigilia nella villetta di via Pertini a Montecassiano. L’anziana, secondo i primi elementi emersi, sarebbe morta soffocata. Il funerale è stato fissato per sabato alle 15 nella chiesa di Valle Cascia. Oggi nessun sopralluogo nelle casa della famiglia, dopo che ieri il consulente informatico della procura Luca Russo ne aveva effettuato uno per proseguire la mappatura della zona e la ricerca di telecamere che potrebbero aver visto qualcosa durante quelle tragiche ore del 24 dicembre. Il prossimo sopralluogo è in programma per sabato mattina, quando i carabinieri del Reparto operativo di Macerata con i colleghi della Sezione investigazioni scientifiche di Ancona torneranno in via Pertini. Gli inquirenti, le indagini sono coordinati dal procuratore Giovanni Giorgio e dal sostituto Vincenzo Carusi, indagano a 360 gradi. Nessuna pista è esclusa. Al momento, Arianna Orazi, il figlio Enea Simonetti e il marito di Rosina, Enrico Orazi, sono indagati per omicidio volontario, favoreggiamento, simulazione di reato e maltrattamenti in famiglia. Quest’ultimo reato è stato contestato dopo che la procura ha sentito diverse persone che conoscevano l’anziana e che hanno riferito della situazione familiare di cui aveva parlato loro la 78enne. Rosina si era anche rivolta al Centro antiviolenza Sos donna di Macerata pochi giorni prima di essere uccisa, e aveva preso un appuntamento con l’avvocato per parlare della sua situazione.

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Uno dei sopralluoghi nella villetta di via Pertini

Tutte le accuse sono rigettate dai familiari, che fin dall’inizio hanno raccontato di una rapina finita male. Enrico e Arianna Orazi ed Enea Simonetti sono difesi da un pool di avvocati composto da Andrea Netti, Valentina Romagnoli e Paolo Morena. Secondo i familiari della vittima, nel tardo pomeriggio del 24 un uomo sarebbe entrato, forse usando una scala blu che si trova nel vicolo dietro casa, da una portafinestra della cucina al primo piano. Una volta dentro avrebbe ucciso Rosina, soffocandola. Poi avrebbe legato Arianna, la figlia della 78enne, nel soggiorno del primo piano a pochi metri da dove stava il corpo della madre. A quel punto l’uomo sarebbe sceso al piano seminterrato e lì avrebbe chiuso dentro al bagno Enrico Orazi, il marito di Rosina. Fatto questo il presunto rapinatore sarebbe risalito al primo piano e avrebbe chiesto ad Arianna i soldi.

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L’avvocato Andrea Netti

La donna gli avrebbe detto dove era il denaro (i circa 2mila euro che i famigliari dicono sono stati portati via) e a quel punto l’uomo sarebbe salito in mansarda e dopo aver frugato in giro avrebbe trovato il denaro dove gli era stato indicato, per poi andarsene. Solo dopo sarebbe tornato il nipote della vittima, che avrebbe liberato la madre e il nonno e lanciato l’allarme. In uno degli ultimi sopralluoghi nella villetta, il legale della famiglia Andrea Netti ha raccontato che sarebbero stati trovati segni di effrazione sulla porta finestra e un indumento del presunto rapinatore in casa. Elementi che rafforzerebbero, a suo dire, la tesi della famiglia.  Secondo la procura queste sarebbero solo ipotesi difensive. E ad ogni modo restano ancora diversi punti oscuri della vicenda: i cani che non hanno abbaiato nell’orario del presunto blitz, i vicini che non hanno visto nessun movimento particolare in via Pertini nello stesso arco temporale, la cena della Vigilia che ancora non era stata preparata, la difficoltà che il rapinatore avrebbe dovuto incontrare per raggiungere la porta finestra senza passare dalla strada principale.

(redazione CM)

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Arianna Orazi con il figlio Enea Simonetti

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Il procuratore Giovanni Giorgio durante uno dei sopralluoghi nella villetta

 

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