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Riapertura scuola in presenza,
nuova mobilitazione del PaS

ANCONA - Dopo il sit-in di protesta davanti a Palazzo Raffaello e l'incontro con il governatore Acquaroli, il comitato regionale di Priorità alla Scuola, in accordo con il coordinamento nazionale, manifesterà a partire dal 7 gennaio per chiedere di tornare in aula l'11 gennaio e non a febbraio
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Dopo il sit in di protesta davanti a Palazzo Raffaello, il PaS annuncia nuove iniziative di mobilitazione.  Intanto ieri pomeriggio  il Comitato regionale del coordinamento nazionale Priorità alla Scuola (da ora PaS) ha incontrato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli per chiedere che le scuole superiori del territorio siano riaperte l’11 gennaio, come stabilito dal Governo italiano. PaS ha chiesto al presidente Acquaroli di non firmare la delibera della sua Giunta regionale, con cui ha fissato la chiusura degli istituti superiori marchigiani fino al 31 gennaio. «Il presidente Acquaroli ha ascoltato le ragioni della delegazione di PaS, accolta dopo il presidio organizzato dal comitato regionale in mattinata davanti alla Regione – fa sapere PaS – ha risposto che sono tutte motivazioni valide ma per il principio di precauzione ha deciso di tenere le scuole superiori chiuse fino al 31 gennaio per non sovraccaricare le terapie intensive, ammettendo tuttavia di non avere alcun dato né studio che confermerebbero una correlazione diretta tra rientro a scuola e picco dei contagi. Gli studenti recupereranno i giorni di scuola a giugno, ha dichiarato il presidente, ma i morti non si recuperano, confermando la volontà di tenere chiuse le scuole superiori. Quando gli si è fatto presente che è stato aperto il Covid Hospital appositamente per reggere la seconda ondata e che altri posti di terapia intensiva si sarebbero dovuti trovare, il presidente Acquaroli ha ammesso che avrebbe dovuto reperire 100 posti di terapia intensiva in più ma che non c’è ancora riuscito e che non ci riuscirà neanche in tempo per il 31 gennaio». Il Comitato che la Scuola ha ribadito di essere un presidio importante per il tracciamento e monitoraggio dei casi.«Il problema semmai è sorto a causa di un sistema sanitario in affanno che non ha tempestivamente colto le segnalazioni delle Scuole. – sottolineano ancora gli attivisti – Preso atto della decisione, il comitato regionale di Priorità alla Scuola, in accordo con il coordinamento nazionale, manifesterà a partire dal 7 gennaio per chiedere il rientro a scuola in presenza l’11 gennaio. A breve saranno comunicate le forme prescelte per rappresentare al meglio le istanze del movimento e rispettare il diritto all’istruzione degli studenti».

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