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Superiori chiuse fino al 31 gennaio,
presidio sotto la Regione
«Ci hanno tolto un pezzo di felicità»

ANCONA - Sit-in questa mattina di fronte a Palazzo Raffaello da parte dei rappresentanti del comitato Priorità alla Scuola. Presenti studenti e docenti. L'affondo contro l'amministrazione Acquaroli: «Giunta incapace di avere relazioni coi cittadini e col mondo scolastico che ha subito l’ennesima scelta sbagliata imposta all’improvviso, dall’alto, senza concertazione»
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Presidio sotto Palazzo Raffaello

di Giampaolo Milzi

«Ci hanno tolto un bel pezzo di felicità». La dice lunga la frase pronunciata stamattina da uno degli studenti delle medie superiori che hanno partecipato dalle 11 di stamattina al sit-in di protesta ad Ancona, sotto Palazzo Raffaello, una delle sedi della Regione Marche, contro la decisione della Giunta  di prorogare – a causa del perdurare dell’emergenza Covid – la ripresa delle lezioni per le scuole secondarie di secondo grado al 1 febbraio, al contrario di quanto stabilito dal governo nazionale per il riavvio della didattica in presenza, stabilito – secondo le ultime indicazioni – per l’11 gennaio. Nel mirino del presidio indetto in fretta e furia dal movimento Priorità alla Scuola (Pas) sezione Marche – oltre 60 persone, tra docenti, genitori di studenti, ma nessun dirigente didattico – soprattutto l’assessore regionale all’Istruzione Giorgia Latini e tutto l’esecutivo diretto dal governatore Acquaroli. Chiaro del resto il lungo striscione esposto dai manifestanti: “Scuole chiuse = Giunta Acquaroli incapace”. «Una Giunta incapace dal punto di vista amministrativo, ma anche della capacità di avere relazioni umane coi cittadini, col mondo della scuola che ha subito l’ennesima scelta sbagliata imposta all’improvviso dall’alto, senza concertazione», ha sottolineato un altro studente, al megafono, del liceo scientifico Galilei di Ancona.

«Contrastare e contenere il diffondersi del virus e garantire quanto più possibile la salute e la sicurezza dei cittadini e la tenuta delle strutture ospedaliere». Così in sintesi, Acquaroli, in stretto accordo con l’assessore Latini, aveva motivato l’ordinanza di proroga della didattica a distanza fino al termine di gennaio. «Motivazione generica, assurda, contraddittoria che continua a negare un diritto costituzionale fondamentale come quello allo studio, senza che ve ne siano i presupposti», hanno ribattuto quelli del PaS. Ed eccole le “contraddizioni”, le “assurdità”, sintetizzate, tra gli altri, dal prof Valerio Cuccaroni, che insegna Lettere allo scientifico “Galilei” di Ancona, e da Silvia Mariotti, anche lei del PaS: «Prima di Natale i responsabili della Regione, in una riunione alla quale aveva partecipato anche una rappresentanza di studenti, avevano assicurato il contrario, ritorno in classe dopo l’Epifania, ora questa doccia fredda infondata».

 

«Perché proprio prima di Natale i dirigenti scolastici della stragrande maggioranza degli istituti superiori aveva dato assicurazione di essersi organizzati in linea con la decisione del governo nazionale. Inoltre il prefetto di Ancona, come altri, aveva dato assicurazione che anche il trasporto pubblico era pronto per potenziare la sua operatività lungo certe linee più affollate, anche con fermate supplettive a richiesta e si erano detti favorevoli ai doppi turni nelle classi. Dunque esiste un conflitto tra Governo nazionale e regionale intollerabile». «Così come è intollerabile che si continui a mettere in contrapposizione due diritti fondamentali come quello allo studio e al lavoro con le esigenze dell’economia», ha spiegato ancora Silvia Mariotti. Perché Il presidente della Giunta regionale ha paura che le Marche, a causa dei criteri più stringenti posti dal governo nazionale, entrino in zona rossa? «C’erano e ci sono molte opzioni alternative, di equilibrio. E’ aumentato il numero dei ricoveri? La Regione poteva organizzare per tempo presidi sanitai territoriali per sgravare il carico degli ospedali, poteva intensificare i tracciamenti legati al diffondersi dell’epidemia. Poteva, come è accaduto a Milano, posticipare l’apertura dei negozi alle 10, dopo quindi il flusso di traffico legato all’entrata degli studenti a scuola. Poteva tener conto che, come reso noto dall’Istituto superiore della Sanità, l’incidenza sul numero totale dei contagi da Covid in Italia dovuto al funzionamento delle scuole elementari fino ad ad ora è stato appena del 2%». Alcune delle controproposte del PaS: no alla firma dell’ordinanza di Acquaroli, nel rispetto della linea del Governo nazionale; avvio di uno screening sull’epidemia con test su volontari del personale delle superiori più a rischio, come già avvenuto a settembre, per avere un quadro più realistico della situazione.

Infine l’iniziativa di «lanciare una petizione per una riapertura al più presto di tutte le scuole».  Sempre più drammatico, tra l’altro, il quadro su come la popolazione studentesca, dopo tanti mesi di «didattica altalenante o assente», stia vivendo questa situazione di precarietà. Secondo il PaS molti ragazzi sono caduti in depressione, manifestano gravi problemi psicologici, «una mamma via Facebook ha sfogato tutta la sua disperazione perché il figlio è talmente giù di morale da voler abbandonare gli studi». In linea con questo quadro, i dati forniti recentemente da uno studio nazionale dell’Ispos, «realistico anche per le Marche». Se non si riprende la scuola in presenza al più presto per le medie superiori c’è il rischio di abbandono scolastico per 34mila iscritti; il 43% degli studenti sono già convinti di aver perso ormai in modo irrimediabile un intero anno scolastico; il 27%, in un sondaggio, ha dichiarato che effettivamente almeno un suo compagno di classe ha del tutto abbandonato lo studio. «Tutto vero – ha detto stamattina Carlo Sdogati, quinto anno al liceo classico “Rinaldini” di Ancona – Molti hanno lasciato perdere coi libri, si sentono presi in giro dalle istituzioni».  Fino a ieri, in ogni caso, il prof. Valerio Cuccaroni, del PaS, aveva telefonato più volte ad Acquaroli, gli aveva inviato anche una pec, premendo a fondo perché cambiasse idea. «Non si è degnato di rispondermi», si è sfogato stamattina il docente. Che tuttavia, a metà pomeriggio, dovrebbe essere ricevuto proprio da Acquaroli, o dall’assessore Latini, assieme all’ex preside Lidia Mangani, presidente dell’associazione professionale della scuola Proteo (Fare sapere Marche) ad uno studente e ad un’altra componente del PaS.  Mentre era in atto il presidio, Acquaroli era impegnato nell’ennesima conferenza Stato-Regioni. Un passaggio tecnico, per chiarire i motivi scientifici della sua scelta, prima della firma dell’ordinanza, che a Palazzo Raffaello si dà per scontata.

 

Slitta il rientro in aula per le superiori «Scuole chiuse per tutto gennaio» In arrivo l’ordinanza di Acquaroli

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