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Presidenza Authority, Acquaroli:
«Non è una questione personale,
guardiamo i numeri»

ANCONA – Il governatore non nomina Rodolfo Giampieri, ma sembra ormai chiaro che non appoggerà la sua riconferma: «Per un porto che può avere potenzialità enormi, a livello nazionale ed internazionale, auspico una guida all'altezza della sfide. Sto aspettando che il ministro ci faccia una proposta»
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Da sinistra, il governatore Acquaroli e l’attuale presidente dell’Autorità portuale Giampieri 

 

di Martina Marinangeli

Nell’esprimere il suo pensiero sulla spinosa questione della presidenza dell’Autorità di sistema portuale, il governatore Francesco Acquaroli non nomina mai l’attuale numero uno Rodolfo Giampieri, ma appare ormai piuttosto chiaro che non intenda appoggiare la sua riconferma. Pesa ogni parola e sta ben attento a rimanere nel perimetro del galateo istituzionale, come il suo ruolo impone. Ma non si fa molta fatica a leggere tra le righe. «Occorre guardare i numeri, paragonarli con quelli degli altri porti di pari dimensione e pari opportunità, e fare un confronto – dice il presidente della Regione, a margine di una conferenza stampa sugli investimento per lo sviluppo dell’area aeroportuale –. Non esprimo un giudizio, ma tutti possono guardare i numeri». Una stoccata neanche troppo sibillina. «Non è mai una questione personale», ci tiene a precisare, aggiungendo che, «per un porto che può avere potenzialità enormi, a livello nazionale ed internazionale, auspico una guida all’altezza della sfide». Rumors che si sono fatti sempre più insistenti negli ultimi giorni, raccontavano già di una volontà, da parte di Acquaroli e del suo pari abruzzese Marsilio, di spingere per un cambio di passo. Nella rosa dei candidati, oltre all’uscente Giampieri, ci sono Francesco Messineo, segretario generale Authority di Napoli, Matteo Africano, rappresentante al comitato di gestione dell’Authority di Civitavecchia, Luca Lupi, dirigente Ap Civitavecchia – che sembra essere il più gradito a Fdi –, e Gianluca Carrabs. La decisione spetta alla ministra alle Infrastrutture Paola De Micheli – sentiti i governatori delle Regioni coinvolte –, che però non ha ancora battuto un colpo, impegnata a parare quelli dell’eventuale rimpasto di governo. «Auspico che si arrivi quanto prima ad una decisione perché l’incertezza è foriera di mancate opportunità – aggiunge Acquaroli –. Sto aspettando che il ministro ci faccia una proposta». Intanto il tempo scorre ed i 45 giorni di proroga scadono sabato.

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