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Elica, tavolo con i sindacati
per analizzare le prospettive del 2021

LAVORO - Ieri, nel corso dell'incontro tra il management aziendale e le segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm con le Rsu degli stabilimenti di Castelfidardo, Cerreto d’Esi e Mergo, è emerso che la riorganizzazione del gruppo può considerarsi conclusa con le operazioni terminate a ottobre 2020. Dopo quella data nessun lavoratore è stato posto in ammortizzatore sociale a zero ore
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Lo stabilimento Elica di Fabriano (foto d’archivio)

Nella giornata di ieri, giovedì 21 gennaio, si è svolto l’incontro tra i vertici del Gruppo Elica, le organizzazioni sindacali territoriali e le Rsu degli stabilimenti di Castelfidardo, Cerreto d’Esi e Mergo, che si è protratto per l’intero pomeriggio. «La convocazione del tavolo era stata richiesta nel mese di novembre 2020 dalle organizzazioni sindacali. per avere chiarimenti inerenti l’andamento complessivo dell’azienda e condividere percorsi e strategie per affrontare il prossimo difficile periodo.- ricordano in una nota congiunta le segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm con le Rsu degli stabilimenti di Castelfidardo, Cerreto d’Esi e Mergo- In seguito alle domande poste e dall’importante livello di discussione e interlocuzione delle delegazioni, le organizzazioni sindacali e le Rsu ribadiscono la necessità di un futuro in linea con quanto il presidente Casoli e l’ad Sacchetto hanno annunciato nei discorsi tenuti negli stabilimenti prima di fine anno. Nello specifico è stato ribadito che l’anno 2021 sarà tendenzialmente in linea con il 2020, con una primo semestre probabilmente più carico di lavoro rispetto al secondo e comunque sia, qualsiasi scelta aziendale sarà oggetto di confronto e avrà al primo posto l’interesse delle persone, principale valore di Elica, che quindi vanno salvaguardate complessivamente; infatti è grazie alla disponibilità delle lavoratrici e dei lavoratori tutti che è stato possibile affrontare questo difficilissimo periodo con ottimi risultati, come da dichiarazione degli stessi vertici; non è in previsione alcun tipo di progetto che possa modificare gli assetti produttivi ed organizzativi degli stabilimenti italiani né investimenti in capacità produttiva in altri paesi europei, di conseguenza nessuna delocalizzazione, ribadendo così la centralità dell’Italia, quindi della provincia di Ancona, nelle strategie di Elica anche dal versante produttivo; nel mese di dicembre sono usciti dallo stabilimento di Mergo degli stampi per manutenzione con l’impegno scritto del direttore che sarebbero rientrati entro la fine del mese di febbraio ma, in seguito a precisa domanda, siamo venuti a sapere che questo impegno sarà disatteso».

Lo stabilimento Fime-Elica  di Castelfidardo

Nello specifico si tratta di stampi per la fornitura di semilavorati per lo stabilimento della Fime che l’azienda ha deciso di esternalizzare verso fornitori, in una logica di riduzione dei costi ed a fronte di questo si è ottenuto la garanzie che altre lavorazioni, di valore equivalente come ore lavorabili, saranno riportate all’interno del plant delle cappe per sopperire al lavoro perso. «Nel confermare che l’unità dell’intero gruppo e la centralità delle persone sono valori imprescindibili per Elica, quindi qualsiasi decisione terrà conto in primo luogo della valenza sociale del lavoro, – chiude il comunicato delle segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm con le Rsu degli stabilimenti di Castelfidardo, Cerreto d’Esi e Mergo- il management aziendale ha ribadito il fatto che la riorganizzazione delle Corporate può considerarsi conclusa con le operazioni fatte fino al 6 ottobre 2020 e che dopo quella data nessuna altra persona è stata posta in ammortizzatore sociale a zero ore. Le rappresentanze sindacali hanno chiesto con forza di individuare delle soluzioni per coinvolgere le persone in questo momento sono sospese dal lavoro, con percorsi di rotazione e di riqualificazione professionale, considerando le professionalità e le disponibilità lavorative costruite e ricevute in questi anni un valore imprescindibile ed un patrimonio assoluto per affrontare insieme il prossimo futuro , le sfide del mercato e quelle dovuta all’emergenza sanitaria, per uscire rafforzati da questa difficilissima situazione, investendo in Italia e sulla propria gente: in linea con quanto dichiarato».

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