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«Che fine ha fatto il Ministero dello Sport?»
L’appello di Assunta Legnante:
«Periodo duro, serve una risposta decisa»

GOVERNO DRAGHI - La pluricampionessa paralimpica, ambasciatrice delle Marche: «In un anno in cui ci si avvia verso le olimpiadi, a cui rischiavamo di partecipare senza bandiera e senza inno, abbiamo bisogno di una guida. Anch'io mi sto allenando a casa e non è certo la stessa cosa»
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Assunta Legnante sul gradino più alto del podio alle Olimpiadi di Londra

 

di Marco Ribechi

Nuovo Governo Draghi, lo sport non è contemplato. Nel giorno del giuramento del nuovo primo ministro, subentrato a Giuseppe Conte, non è passata inosservata l’assenza di un dicastero dedicato allo sport, uno dei settori fortemente in crisi e più a lungo colpiti dalla pandemia. L’assenza di luoghi di allenamento nell’anno del Covid ha rappresentato un vero e proprio calvario sia per gestori e proprietari delle strutture che per i praticanti stessi a tutti i livelli, dall’amatore fino al pluricampione olimpico, come spiega la campionessa di lancio del peso Assunta Legnante: «Anch’io sto soffrendo l’impossibilità di allenarmi – dice a Cronache l’atleta dell’Anthropos di Civitanova che è anche ambasciatrice delle Marche – ho subito la rottura del tendine d’Achille e dovrei lavorare in palestra per riprendere al meglio. Invece mi sto organizzando a casa in autonomia, ma non è la stessa cosa. Se i campioni internazionali hanno queste difficoltà immagino il cittadino comune che magari ne ha bisogno per la propria salute. Inoltre sono vicina a tutti gli operatori che sono chiusi da un anno col rischio anche di perdere iscritti, questa situazione è davvero dura».

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Assunta Legnante a Berlino 2018 (foto Mantovani/ispes)

Per questo era auspicabile avere dallo Stato una guida sicura, che potesse dare direttive certe e chiare: «Forse lo sport sarà accorpato a qualche altro ministero come quello delle politiche giovanili – prosegue Legnante – certo è che in un anno in cui ci si avvia verso le olimpiadi, a cui rischiavamo di partecipare senza bandiera e senza inno, sarebbe servita una risposta decisa. Non voglio però pronunciarmi troppo in anticipo, aspettiamo e speriamo per il meglio». Sulla stessa linea anche Nelio Piermattei, presidente della società sportiva Anthropos di Civitanova dove milita la Legnante e vicepresidente nazionale Fisdir: «Si tratta di un fatto molto grave, abbiamo assoluta necessità di ricominciare – spiega Piermattei – non mi spiego se sia stata una dimenticanza o se ci sia un progetto dietro, al momento non ne vedo il senso. In Italia lo sport si regge grazie al volontariato, eravamo pronti ad affrontare una riforma dello sport avviata dall’ex ministro Vincenzo Spadafora, che fine farà? Sarà ripresa o si bloccherà?».

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Nelio Piermattei presidente Anthropos

Lo sport inoltre riduce l’impatto sulle misure sanitarie dando benefici alla salute di tutta la popolazione: «Lo sport ha tre valori, salutare, economico e sociale. E’ indubbio che chi pratica attività sportiva ne tragga giovamenti nella salute e  in quest’anno di Covid era sicuramente da valorizzare maggiormente. Poi c’è l’aspetto dell’indotto economico ora in grande crisi a cui si devono risposte. Infine abbiamo tantissimi ragazzi fermi, disabili e non, che non si sa quando e se riprenderanno le attività. E’ un gravissimo problema per tutta la società ma nel campo della disabilità è un vero e proprio dramma perché si perdono i progressi fatti e inoltre la situazione diventa molto difficile per le famiglie».  A questo proposito colpisce l’introduzione del Ministero alla disabilità. «Si tratta di una novità che vorrei capire meglio – conclude Piermattei – da disabile non vorrei essere trattato in modo diverso, le politiche non dovrebbero essere speciali ma legate ai diritti della cittadinanza in generale. Per ora però non ci sono dati sufficienti per giudicare come opererà questo nuovo ministero, aspettiamo nella speranza che non si voglia portare avanti l’ennesima distinzione».

 

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