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«Mia figlia, soggetto fragile,
finalmente vaccinata
Ma servono più dosi per i medici di base»

ANCONA - La lettera della mamma di una 25enne che ha ricevuto il siero perchè affetta da patologie e prossima a un delicato intervento chirurgico: «I dottori vanno messi nelle condizioni di operare nel modo più celere possibile per rispondere alle necessità dei pazienti che con urgenza hanno bisogno del vaccino»
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Un grazie al medico di famiglia che ha vaccinato sua figlia 25enne. E poi una richiesta: mettere queste figure professionali nelle condizioni di operare con celerità, dando loro più dosi possibili di vaccino anti Covid per immunizzare i pazienti più fragili. Sono questi i contenuti della lettera composta da una mamma anconetana che poco prima di Pasqua ha visto inoculare la dose alla figlia, gravata da patologie e prossima a un delicato intervento chirurgico. La ragazza è stata vaccinata in quanto soggetto fragile. La dose è stata iniettata dal suo medico curante, il dottor Luigi Fiordelmondo di Ancona. Di seguito, la lettera:

«Sono la mamma di una persona definita estremamente vulnerabile per gravi problemi di salute che sabato 3 aprile 2021 ha ricevuto la vaccinazione Covid dal suo medico di base, dott. Fiordelmondo Luigi. Dopo aver segnalato il nominativo di mia figlia al numero di prenotazione, inviato mail e fatto telefonate ai vari numeri verdi ricevendo risposte incerte o vaghe alla richiesta di informazioni certe e rassicuranti siamo riusciti nell’ obiettivo della vaccinazione. Dico “siamo” perché l’aiuto più importante mi è stato dato dal medico di base. Sono qui a scrivere, non tanto le grandi difficoltà che ho dovuto affrontare per raggiungere questo obiettivo, direi indispensabile per garantire a mia figlia la sopravvivenza in caso di infezione da questo letale virus, ma anche per migliorare la sua qualità di vita in sicurezza, ma per segnalare il sostegno e l’ impegno del suo medico di base e di tutti quei medici che in questo lungo periodo di pandemia si sono ritrovati non solo ad affrontare un carico di lavoro straordinario, difficile e complicato dal punto di vista strettamente medico ma anche psicologico per contenere le ansie dei pazienti fragili e delle loro famiglie. I medici di base funzionano. I medici di base in questa campagna vaccinale funzionano, ma potrebbero funzionare meglio se in questa fase fossero messi in condizione di operare in modo più celere dando loro una quantità di vaccini adeguata alla necessità di vaccinare persone fragili che hanno una estrema urgenza di vaccinazione ma anche a chi presta loro assistenza. Queste mie righe hanno lo scopo di sollecitare chi di dovere a prendere atto della bontà dell’ operato dei medici di base e di aiutarli nella loro volontà di svolgere nel migliore dei modi la loro professione».

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