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Sodalizio camorra-‘ndrangheta
per il predominio dello spaccio:
un arresto anche a Trecastelli

INCHIESTA - I carabinieri, all'alba di oggi, hanno effettuato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di un 27enne. L'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha visto il sequestro di un patrimonio per un valore complessivo stimato in circa 50 milioni di euro e 26 persone indagate
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La caserma di via Marchetti a Senigallia

 

di Alberto Bignami

Maxi operazione questa mattina dei carabinieri, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, finalizzata a smantellare due sodalizi criminosi che operavano principalmente a Poggiomarino e che erano in lotta tra loro per il predominio dello spaccio sul territorio, ma capaci di trovare un sostanziale equilibrio nell’approvvigionamento comune di sostanze stupefacenti su larga scala. Impegnati i carabinieri di Napoli, Salerno, Imperia, Cosenza, Ancona e Reggio Emilia. Ventisei gli indagati, sequestrato un patrimonio complessivo da 50 milioni di euro. Per quanto riguarda la nostra provincia, all’alba di oggi i militari della Compagnia di Senigallia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di un 27enne, di origini campane, che era sottoposto agli arresti domiciliari nel comune di Trecastelli. L’ordinanza, è stata emessa dall’autorità giudiziaria di Napoli e scaturisce da un’indagine svolta dai militari di Torre Annunziata che ha riguardato la lotta tra camorra e ‘ndrangheta. Tutto è partito da Poggiomarino, dove – stando alle acquisizioni investigative – al clan storicamente già riconosciuto nella zona napoletana e riconducibile a Antonio Giugliano detto ‘o’savariello’, luogotenente del clan Fabbrocino, detenuto nel carcere di Nuoro, si sarebbe affiancata e contrapposta una nuova entità criminale sorta a seguito della scarcerazione del pregiudicato, solo omonimo, Rosario Giugliano, noto come o’minorenne. Quest’ultimo, per avere appoggi criminali, aveva cercato alleanze con altri clan dopo aver – a quanto è emerso dalle indagini – per un lungo periodo ha coordinato le attività dal carcere attraverso la compagna, portaordini del ras, alla quale dava ordini di far eseguire estorsioni e commercio di stupefacenti.
Con particolare riferimento all’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, dalle indagini è emersa una fitta rete di spaccio di cocaina e marijuana. Le cessioni di narcotico avvenivano tramite una fitta rete di pusher. L’indagine ha consentito di riscontrare il traffico di stupefacenti attraverso il sequestro di ingenti quantitativi di marijuana e di hashish, con la partecipazione anche di alcune donne e minorenni in qualità di custodi dello stupefacente da smerciare utilizzando spesso anche furgoni di copertura, per la distribuzione del caffè. Altro settore monitorato dall’Arma è il riciclaggio di denaro sporco all’interno di numerose aziende ubicate anche oltre i confini regionali. Sulla base delle risultanze investigative, è stato pertanto emesso un decreto di sequestro preventivo relativamente a beni mobili (7 autoveicoli e 3 motocicli), immobili (14 appartamenti e 8 terreni), rapporti finanziari (88 rapporti finanziari e 8 polizze assicurative), imprese (1 ramo d’azienda, 5 quote di capitale sociale nonché i beni aziendali e strumentali di 13 società), per un valore complessivo stimato in circa 50 milioni di euro.

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