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Sale di nuovo aperte:
«Tornare al cinema dopo sei mesi?
Un’emozione unica»

ANCONA - E' stata una festa questa sera all'Azzurro di via Tagliamento per la ripresa delle proiezioni. Non sono mancati i selfie davanti all'ingresso della sala. La titolare Chiara Malerba: «Speriamo di dimenticare questo lungo periodo di stop»
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La sala del Nuovo Cinema Azzurro

di Federica Serfilippi (foto di Giusy Marinelli)

Selfie prima di entrare in sala, sorrisi e la voglia matta di tornare a godere dei film proiettati sul grande schermo. Ha riaperto questa sera, dopo sei mesi di inattività legata alla pandemia, il Cinema Azzurro di via Tagliamento. In programmazione, con unico spettacolo alle 20, il film Nomad di Werner Herzog.

Francesco Nocciolino e Chiara Malerba, gestori dell’Azzurro

Misurazione della temperatura all’ingresso, gel disinfettate e capienza della sala al 50%: tutte le prescrizioni sono state seguite alla perfezione in un clima di festa. Normalità ed emozione per vivere quello che non si viveva dal 25 ottobre, ultimo giorno di attività dell’Azzurro. La titolare Chiara Malerba: «Come è stato riaprire? Una bella emozione, speriamo di dimenticare presto questi sei mesi di stop». In sala, tanti affezionati clienti e spettatori che non vedevano l’ora di tornare a respirare l’aria della settima arte. Il primo a prendere il biglietto è stato l’anconetano Francesco Novelli, videomaker: «Il cinema – ha detto all’ingresso – mi è mancato parecchio. Sono contento che si riparta. Ho scelto di venire anche per una questione simbolica, per sostenere un settore fermo da 14 mesi». Marta Vicenzi è partita da Agugliano: quando ha preso il biglietto in mano è saltata dalla gioia. «Quanta emozione – ha detto con il sorriso tra le labbra – La sala mi è mancata da morire e poi il cinema Azzurro ha sempre proiettato film di un certo spessore e l’organizzazione è ottimale». «Ho detto a me stessa che il primo giorno di riapertura non sarei mancata, qualsiasi film fosse stato proposto – ha affermato Lucia Albanesi -. E’ fondamentale dare impulso a questo settore rimasto indietro. Il cinema è irrinunciabile. Si entra dentro al film».

 

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