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Universitari e pandemia,
boom di accessi allo sportello di ascolto:
«Nei ragazzi ansia e cali d’autostima»

IL PUNTO con Sara Pedinelli e Martina D’Errico, dottoresse del servizio di aiuto psicologico rivolto agli studenti: La dad si è rivelata per molti penalizzante. In tanti hanno capito che starsene al computer soli era meno proficuo, e non sono riusciti come altri ad organizzarsi con gruppi di studio online. C’è quindi chi è rimasto indietro coi programmi»
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Univpm, polo Monte Dago

 

di Giampaolo Milzi

L’università non è vera università, quando c’è una pandemia. E anche alla Politecnica delle Marche (Univpm) di Ancona stress e frustrazione per gli studenti sono diventati allarmanti, sono cresciuti via via con l’acuirsi dell’emergenza sanitaria da Covid e col conseguente allargarsi delle restrizioni sociali. Il distanziamento sociale, sia nell’ambito della vita d’ateneo che fuori, è la causa maggiore, il minimo comune denominatore di un disorientamento che per tantissimi giovani iscritti si è trasformato in situazioni di stati pre-patologici o patologici: «La sindrome più diffusa? quella ansioso-depressiva, compresi gli attacchi di panico; ci sono poi i disturbi post traumatici da stress, appunto, come la paura di ammalarsi o di contagiare gli altri, soprattutto i familiari, la preoccupazione di evitare situazioni a rischio contagio, pensieri negativi ricorrenti, turbamenti del sonno, difficoltà nel concentrarsi, fastidi psicosomatici». Un quadro preoccupante, quello fornito dalle dottoresse Sara Pedinelli e Martina D’Errico, addette alle due sedi dello Sportello di ascolto e sostegno psicologico, in una sala del Centro adolescenti dell’ospedale regionale di Torrette e in un’aula a quota 155 della facoltà di Ingegneria (Polo Monte Dago). Quanto al fattore distanziamento, va sottolineato che l’equipe organizzativa Univpm ce l’ha messa tutta per non stravolgere l’andamento della complessa macchina d’ateneo. La didattica a distanza (dad) è scattata come unica modalità per le lezioni fin da marzo 2020.

Martina D’Errico

Mentre dal settembre scorso ad oggi – tranne che nella fase Marche zona rossa 8 marzo/12 aprile 2021 – nelle facoltà di Economia, Medicina, Scienze e Agraria gli studenti prenotandosi tramite un app hanno potuto scegliere in alternativa la lezione in aula, opzione riservata invece solo a 1/3 di quelli di Ingegneria. «Tuttavia le richieste d’aiuto da parte loro sono iniziato ad aumentare rispetto al 2019 fin dall’inizio della pandemia, nel 2020 siamo arrivati a quota 200 utenti ricorsi ai colloqui con noi (50% in presenza, 50% on line, ndr), compresi gli iscritti alle sezioni Univpm di Pesaro, Macerata, San Benedetto del Tronto, Fermo e Ascoli. – spiegano le due psicologhe – Un trend in salita fino a un picco con la seconda, e poi terza ondata Covid di quest’anno. Nei primi 4 mesi del 2021, tra Torrette e Monte Dago, abbiamo avuto 75-80 nuovi studenti in più; aggiungendo il numero di quelli già in carico siamo al raddoppio rispetto allo stesso quadrimestre 2020»  rendono noto le due specialiste. Insomma, dopo il lockdown della primavera 2020, gli studenti hanno iniziato ad accusare il colpo. Sara Pedinelli: «Quello del cambiamento nelle normali modalità di studio, didattica, esami e attività che caratterizzano in genere l’università; e con l’inizio del nuovo anno accademico la dad si è rivelata per molti penalizzante. In tanti hanno capito che starsene al computer soli era meno proficuo, e non sono riusciti come altri ad organizzarsi per l’apprendimento di gruppo tramite piattaforme web o in chat. C’è quindi chi è rimasto indietro coi programmi, è andato in ansia o in calo d’autostima ritenendo di non potercela fare a colmare le lacune, chi gli esami li ha saltati». «Ai colloqui ci raccontavano della difficoltà a riadattarsi, cessato il lockdown, alle normali abitudini; gli esami on line, all’inizio percepiti come una comoda novità, col passare dei mesi sono stati visti con forte timore, angoscia, perché sul web ci sono molte più persone che assistono» aggiunge la collega D’Errico.

Sara Pedinelli

Un bilancio dei periodi di dad, forzata o meno? «Per lo più molto destabilizzante. Perché gli studenti non erano più abituati a rapportarsi con l’ateneo da casa, a convivere coi familiari in spazi più ristretti, da qui ansia, nervosismo, scoramento, a volte litigi, un senso di mancanza d’autonomia», rispondono le psicologhe. Lo stesso è accaduto spesso per gli studenti fuori sede che in numero crescente hanno rinunciato ad un alloggio ad Ancona e hanno frequentato tutti i corsi in dad. Mentre i fuori sede rimasti ad Ancona a volte si sono trovati quasi isolati, magari perché lo studente coinquilino aveva deciso di tornare alla città d’origine. In ogni caso, hanno rimarcato le operatrici dello sportello «il distanziamento è stato un fattore negativo anche in presenza: stare seduti lontani a lezione dispiace, diventa difficile scambiarsi due parole, sopportare la lontananza, rinunciare al contato fisico anche fuori dall’aula, in biblioteca». Presenza/assenza, un cruccio pesante, un nodo difficile da sciogliere anche nelle ore di tempo libero. Con relative psico-turbative. «Causate dalla mancanza di contatto col fidanzato-fidanzata, coi compagni studenti o amici; dalle riduzione delle opportunità di socializzazione e svago: niente feste, cinema, sport, cene fuori o semplici aperitivi in comitiva».
Frustrazione, spaesamento, assenza di contatti umani, perdita di autostima e motivazione, insomma. «Sì, ed è triste che molti si sono abituati a queste situazioni, mancanze. E negli ultimi tempi per alcuni casi di sindromi ansioso-depressive e disturbi post traumatici da stress è emersa la tendenza alla cronicizzazione, alla sovrapposizione – rivelano le dottoresse – Così, dopo molti colloqui, più della media di 4 o 5, le psico-problematiche sono a volte sfociate in stati ansiosi acuti e nei già citati disturbi alimentari. Per fortuna in pochi casi, abbiamo dirottato i ragazzi verso altri professionisti, psichiatri, nutrizionisti, per approcci di trattamento anche farmacologici».
Per usufruire del servizio dello sportello si può accedere a questo link. Operatività: Ospedale Torrette, lunedì e mercoledì ore 10-12, tel. 071/ 2202480; facoltà d’Ingegneria martedì e giovedì ore 10 – 12, tel. 071/2204269

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