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Le Marche restano in zona gialla,
è la quarta settimana di fila

COVID - La nostra regione rimane nella fascia con misure meno restrittive. In Italia è in zona arancione solo la Valle d'Aosta
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Il governatore Francesco Acquaroli

 

Le Marche restano un’altra settimana in zona gialla. Lo ha annunciato pochi minuti fa il ministero della Salute. Per le nostra regione si tratta quindi della quarta settimana di fila nella fascia di rischio con misure meno restrittive. «Il ministro della Salute, Roberto Speranza – si legge nella nota del minitero -, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà in giornata una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire dal 17 maggio. Passano in area gialla le Regioni Sicilia e Sardegna. Resta in area arancione la Valle d’Aosta. Tutte le altre Regioni e Province autonome sono in area gialla».

Nelle Marche continua il monitoraggio dei Comuni da parte della Regione e lunedì si farà di nuovo il punto per capire se sarà necessaria una nuova ordinanza di zona arancione rafforzata come quella varata questa settimana per Acqualagna e Petriano. La Regione considera come soglia limite quella dei 250 nuovi casi settimanali per 100mila abitanti, in proporzione alla popolazione dei piccoli centri. Se questo parametro viene sforato per due settimane di fila, scatta la zona arancione rafforzata. Nell’Anconetano è sempre osservata speciale Santa Maria Nuova, che la settimana scorsa aveva superato quel limite. Se dovesse superarlo anche questa settimana, la Regione potrà applicare le misure più restrittive a livello comunale.

Dal punto di vista ospedaliero, resta invariata rispetto a ieri la pressione sulle terapie intensiva: 50 i pazienti ancora ricoverati. Mentre diminuiscono di otto i pazienti totali nelle ultime 24 ore: – 1 in semi intensiva e -7 nei reparti non intensivi. A questi si aggiungono 21 dimessi. Ad oggi quindi risultano ancora ricoverati 328 persone: oltre alle 50 in intensiva, 92 in semi-intensiva e 186 nei reparti non intensivi. Oltre a questi ci sono sei pazienti nei pronto soccorso.



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