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«La pandemia ha peggiorato
una situazione già difficile per la giustizia»

IL PUNTO con il presidente dell'Ordine degli Avvocati Maurizio Miranda alla vigilia della Giornata Nazionale per la Legalità
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Maurizio Miranda

 

L’universo della giustizia nelle Marche necessita di un’ampia e critica riflessione sui problemi vecchi e nuovi che ne minano l’efficienza. «La Giornata nazionale della Legalità in programma per domenica 23 maggio sia l’occasione per mettere sotto la lente di ingrandimento una situazione complessiva non certo rosea – ha detto Maurizio Miranda, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Ancona – perché stiamo uscendo da una pandemia che inevitabilmente ha procrastinato la risoluzione di problematiche già troppe volte rimandate lasciandoci in eredità altre questioni da affrontare con prontezza ed efficacia ed ha creato molteplici criticità anche in materia di giustizia civile nella quale – aggiunge – scontiamo ritardi cronici e che potrebbe essere investita nei prossimi mesi da una notevole mole di contenzioso conseguente ai dissesti delle attività economiche che non hanno retto al lockdown». Chiaro il riferimento alle carenze di personale più volte rimarcate dagli avvocati ma anche al dibattito su una riforma organica della giustizia alla quale l’avvocatura vuole e deve contribuire. «Il momento è veramente importante visto che l’utilizzo dei fondi europei che verranno erogati nell’ambito del recovery fund dovrà prevedere in maniera significativa interventi nel settore della giustizia che ormai non possono più essere rimandati. In questi giorni il ministro Cartabia sta lavorando ad una serie di azioni che si spera possano avere un forte impatto nel settore anche se non mancano critiche da parte dell’Avvocatura alla proposta di riforma del processo civile che non appare pienamente soddisfacente»  ha aggiunto Miranda.

Il tribunale di Ancona

Il momento è importante anche per riflettere sui temi dell’utilizzo delle risorse pubbliche: ben 83 comuni della nostra regione su 227, quindi oltre un terzo, sono inseriti all’interno del cratere del sisma 2016 e, con la ricostruzione pubblica e privata finalmente in partenza, e il conseguente avvio di tanti appalti e cantieri, c’è il timore di nuove infiltrazioni criminose. «Più volte – insiste il presidente dell’Ordine degli Avvocati – ha richiamato l’attenzione su queste questioni anche il dott. Sottani, già procuratore generale della Corte d’Appello di Ancona, e riteniamo che sia un tema vero ed un rimando doveroso al quale fare riferimento pensando alla Giornata Nazionale della Legalità che andiamo a celebrare».  «Troppi servitori dello Stato hanno perso la vita solo per fare il loro dovere, abbandonati da quelle Istituzioni cui avevano dedicato la loro esistenza. Accanto a loro non possiamo non ricordare i tanti Avvocati che hanno perso la vita in nome della legalità, a partire da Giorgio Ambrosoli per arrivare a Lorenzo Claris Appiani, ucciso in un’aula del Tribunale di Milano, passando per Marco Biagi e Massimo D’Antona. La criminalità è spesso molto più organizzata delle Istituzioni e sa cogliere le opportunità muovendosi velocemente laddove c’è possibilità di prosperare» ha concluso Miranda. «Ciascuno per le proprie competenze, forze dell’ordine, magistratura, avvocatura, politica, cittadini, dobbiamo vigilare e denunciare sull’esempio di uomini valorosi e giusti il cui sacrificio non va ricordato solo in giornate celebrative ma nell’agire quotidiano».

 

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