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Minacciato e pestato in centro,
scacco matto alla gang:
denunciati quattro ragazzi

ANCONA - Gli agenti della Squadra Mobile hanno chiuso il cerchio sull'aggressione avvenuta domenica scorsa in via Matteotti ai danni di un 48enne. Per loro, con precedenti penali per furto e droga oltre che sanzioni per non aver rispettato le norme anti Covid, le accuse sono di lesioni gravi e danneggiamento
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Foto d’archivio

 

di Alberto Bignami

E’ stata un’indagine lampo quella portata a termine dalla polizia dopo l’aggressione avvenuta domenica scorsa in via Matteotti ai danni di un 48enne da parte di una baby gang. Gli agenti della Squadra Mobile della questura dorica hanno infatti identificato e denunciato 4 ragazzi, tutti anconetani di età compresa tra i 18 e i 19 anni. Le accuse nei loro confronti sono di: lesioni gravi, danneggiamento e minacce.
La svolta decisiva è avvenuta dunque dopo 6 giorni da quel pestaggio che ha procurato alla vittima 30 giorni di prognosi a seguito della frattura al setto nasale e lesioni varie al volto e al corpo.
Tre dei quattro ragazzi hanno inoltre precedenti penali per furto e droga oltre a varie sanzioni prese nel periodo scorso per non aver rispettato più volte le norme anti Covid riguardanti sia gli assembramenti che l’utilizzo delle mascherine.
Ad aiutare la polizia sono state senza dubbio le immagini riprese dalle varie telecamere sparse tra piazza del Plebiscito e l’angolo tra via Matteotti e via Cavorchie dove il 48enne era stato accerchiato e picchiato dalla banda ma il lavoro più difficile è stato ovviamente quello, certosino, fatto dagli investigatori per risalire ai loro nomi.
Proprio dalle immagini si vede come siano i 4 giovanissimi ad aver picchiato l’uomo, mentre una decina di ragazzi appartenenti alla gang erano tutti attorno, a stringerlo all’angolo. Durante il raid punitivo era stato tirato fuori anche un coltello.
Ovviamente l’identificazione dei 4 ragazzi è stata resa possibile anche ai continui controlli sul territorio voluti dal questore Giancarlo Pallini. I giovani denunciati risultavano infatti già controllati precedentemente e questo ha reso possibile chiudere il cerchio e arrivare ai loro nomi.
«Lo Stato c’è, e la polizia di Stato c’è – ha commentato il questore – perché questi fatti non devono passare in cavalleria ma dobbiamo dare un segnale che non si può agire impunemente in una città civile come Ancona. I servizi sul territorio sono costanti, mirati ed efficaci; sia in forma preventiva che, come si dimostra oggi, anche nel contrasto. Invito nuovamente la cittadinanza a chiamare e fare sempre affidamento sul numero unico 112.»

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