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Calendario venatorio Marche:
gli ambientalisti disertano
la riunione della Regione

ANCONA - La associazioni protestano perchè le loro richieste sono state quasi tutte disattese, a cominciare da quella di non autorizzare la caccia in preapertura e di sospendere il prelievo alle specie, come la tortora selvatica, in forte declino e in pessimo stato di conservazione,
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Le associazioni ambientaliste marchigiane Cai, Forum Salviamo il Paesaggio, Italia Nostra, Lac, la Lupus in Fabula, Lipu, Pro Natura e Wwf hanno deciso di non partecipare per protesta all’incontro in videoconferenza con la II Commissione Assembleare in programma oggi giovedì 29 luglio, per discutere la proposta di Calendario venatorio Marche per la stagione 2021/2022. «La protesta degli ambientalisti deriva dal fatto che i contenuti del calendario venatorio per la prossima stagione di caccia sono stati ormai già tutti decisi in sede politica dalla Giunta regionale, – si legge in una nota congiunta della associazioni animaliste – sconfessando peraltro quanto era stato stabilito dai dirigenti e funzionari dell’ufficio caccia regionale e dai tecnici incaricati alla redazione del calendario, nell’incontro in Vdc a cui avevano partecipato le stesse associazioni alcuni giorni orsono. Gli ambientalisti lamentano infatti che le loro richieste per il calendario venatorio, inviate mesi fa sia all’assessore regionale alla caccia che ai dirigenti e funzionari dell’ufficio caccia, sono state quasi tutte disattese, a cominciare dalla richiesta di non autorizzare la caccia in preapertura e di sospendere il prelievo alle specie in forte declino e in pessimo stato di conservazione, come la Tortora selvatica (Streptopelia turtur), classificata “Spec 1” da BirdLife International, ossia globalmente minacciata di estinzione in tutto l’areale di distribuzione».

Inoltre, dei 37 valichi interessati dalle rotte migratorie dell’avifauna, dove per legge dovrebbe essere vietata la caccia, «la Regione ne ha riconosciuti soltanto 3 al confine con la Regione Umbra,- sottolineano gli animalisti – penalizzando peraltro quasi esclusivamente i cacciatori umbri, visto che la quasi totalità degli appostamenti di caccia si trovano nella regione confinante. Le associazioni ambientaliste si dicono quindi molto deluse dall’atteggiamento della Giunta regionale, ed in particolare dal vice presidente, nonché assessore alla Caccia, Mirco Carloni, che in più di un’occasione, anche pubblicamente, aveva invece dichiarato di volersi distinguere dal suo predecessore e di voler instaurare un rapporto di collaborazione con le associazioni ambientaliste ed animaliste, ma che alla prima prova dei fatti, ha dimostrato invece di essere anch’egli ostaggio delle istanze più retrive del mondo venatorio».

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