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Identikit delle imprese artigiane:
aziende sempre più piccole
e con un’occupazione di qualità

L'ANALISI DI EBAM - Spiccano le imprese del settore meccanico, la direttrice Marincioni: «Nessun ente può disporre di dati così puntuali, rappresentiamo oltre l’85% delle imprese artigiane con dipendenti del territorio ed oltre il 90% dei lavoratori del comparto»
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Luciano Ramadori, presidente Ebam

 

Quante e chi sono? In quali settori operano? Quanti lavoratori occupano ed attraverso quali tipologie contrattuali? L’identikit più completo, accurato e concreto delle imprese artigiane con dipendenti lo stila l’Ente bilaterale artigianato Marche (Ebam), che rappresenta oltre l’85% dell’artigianato marchigiano con dipendenti (ad eccezione dell’edilizia) ed oltre il 90% dei lavoratori impiegati nel settore. «Percentuali che fanno sì che Ebam sia l’unico ente a disporre di un quadro dettagliato dell’artigianato delle Marche», si legge nella nota. Quadro che è emerso con chiarezza durante l’ultima assemblea dei soci, in occasione della quale è stato presentato il rapporto delle attività dell’Ebam del 2020 ed i dati di Fsba (Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato) per gli anni 2020 e 2021. «Il poderoso lavoro svolto dall’Ebam nel 2020 per l’erogazione degli ammortizzatori sociali concessi a causa della pandemia ha messo in luce il ruolo decisivo dell’ente sia rispetto alle imprese sia ai lavoratori – ha commentato il presidente Luciano Ramadori –. Gli uffici, pur investiti da questa attività straordinaria, hanno comunque continuato a svolgere il loro lavoro ordinario, sempre al fianco di imprenditori e dipendenti».

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Cinzia Marincioni, direttrice generale di Ebam

A descrivere la demografia delle imprese artigiane associate Ebam è la direttrice Cinzia Marincioni. «Sono 10.787 le aziende iscritte con 49.927 i lavoratori – dice -. Nel 2020 ci sono stati 800 nuovi ingressi di imprese e circa 2mila e 600 di lavoratori. Lieve contrazione delle aziende per quanto riguarda il Fondo Integrativo Artigianato Marche (Fiam), un fondo a carattere volontario, a gestione intercategoriale, volto ad erogare prestazioni integrative di carattere previdenziale ed assistenziale alle imprese artigiane e ai loro dipendenti. Nella scomposizione dei dati settoriali delle imprese, la meccanica rappresenta la maggiore percentuale, pari al 36%, quella dei servizi alla persona il 17% e la moda il 13%. La presenza dei lavoratori resta maggiore nel settore della meccanica e rappresenta il 36%, mentre la moda rappresenta il 18% e quella dei servizi alla persona il 9%. Per quanto riguarda la distribuzione geografica regionale, le imprese aderenti insistono per il 26% nella provincia di Ancona, il 25% in quella di Pesaro/Urbino, il 22% a Macerata, il 16% a Fermo ed l’11% a Ascoli Piceno. Le aziende analizzate per dimensione occupazionale vedono la fascia da uno a cinque dipendenti concentrarsi nel settore della meccanica, poi nei servizi alle persone, quindi nell’alimentare. Tale fascia rappresenta il 73,8% del totale delle imprese (era il 72,5% nel 2019). La fascia da sei a quindici dipendenti si concentra invece sul settore della meccanica, poi nella moda e poi nell’alimentare. Questa fascia rappresenta il 21,7% del totale delle imprese (era il 22,5% nel 2019). Così anche nella terza fascia, con più di quindici dipendenti che rappresenta il 4,5% (era del 5% nel 2019) – conclude -. Ciò sta a evidenziare che nel settore della meccanica e della moda si concentra prevalentemente l’occupazione artigiana nelle Marche. È nelle province di Ancona e Pesaro/Urbino che risiede il maggior numero di imprese più strutturate, ovvero con più di quindici dipendenti».

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Giuseppe Santarelli, vice presidente Ebam

Il vice presidente Giuseppe Santarelli ha rimarcato come, «nonostante le innegabili difficoltà del 2020 ed anche del 2021, il settore dell’artigianato resti un settore caratterizzato da un’occupazione di qualità». A dimostrarlo sono la tipologia delle forme contrattuali. «Guardando infatti ai lavoratori – ha proseguito nell’illustrazione Cinzia Marincioni – quelli assunti con contratto full time sono il 70% e part-time il 30%. Nella fascia d’età fra i 35 e 40 anni il part-time si riduce al 25%. Nei settori dei servizi alle persone ed alimentare si registrano le percentuali più alte rispetto alla media e pari rispettivamente al 68% e 56% e minori nella meccanica (82%) e nella moda (76%). La fascia d’età fra i 45 e 64 anni è la più popolata e rappresenta il 40% del totale degli occupati. Risulta poi molto alta la percentuale dei lavoratori assunti a tempo indeterminato pari all’88% su quelli a tempo determinato del 12%. La percentuale del tempo indeterminato sale al 99% nella fascia d’età dai 25 ai 29 anni d’età. La divisione di genere della forza lavoro è del 42% femminile e del 58% maschile, nella fascia d’età fra i 45 e 64 anni è pari al 47% quella femminile e della metà nella fascia + 65 anni – prosegue la direttrice Ebam -. Possiamo dire che quella presentata è la fotografia accurata ed aggiornata quasi in tempo reale dell’artigianato con dipendenti delle Marche. Nessun altro ente come l’Ebam può disporre di dati così puntuali, rappresentando oltre l’85% delle imprese artigiane con dipendenti del territorio, escluse le costruzioni che sono associate ad altri organismi, ed oltre il 90% dei lavoratori del settore. Quello descritto da Ebam è l’artigianato marchigiano. Un artigianato che mostra imprese sempre più piccole. Infatti aumentano le aziende nella fascia 1-5 dipendenti rispetto al 2019, mentre diminuiscano quelle nella fascia 6-15 e più di 15. Un artigianato con una popolazione occupata anziana, la fascia d’età 45-64 è la più occupata, con delle punte di eccellenza per quanto riguarda le tipologie di contratti, la maggior parte a tempo indeterminato, soprattutto tra i giovani assunti». Sul fronte dell’attività dell’Ente Bilaterale, buona parte del lavoro per il 2020 è stato assorbito dalla gestione del Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato (Fsba) per la così detta cassa Covid. «Sono 135,5 i milioni erogati per lo stop alle produzioni dovuto alla pandemia – conclude la nota – e che hanno riguardato 10.220 aziende e 42.965 lavoratori, per oltre 14 milioni di ore di cassa richieste nelle Marche. Nonostante la mole di lavoro dovuta alle conseguenze della crisi sanitaria, la struttura è stata come sempre impegnata nell’erogazione delle prestazioni di secondo livello. Ad esempio prestazioni per calamità naturali, occupazione aggiuntiva, innovazione tecnologica ed ambientale per le imprese e che ha registrato un lieve calo rispetto al 2019 e malattia di lunga durata, formazione individuale, integrazione alla maternità facoltativa per i lavoratori, che hanno invece registrato un aumento rispetto al 2019. Nel complesso l’Ebam ha liquidato per il Fondo di Sostegno al Reddito (FSR) e per il Fondo Integrativo Artigianato Marche (FIAM) un totale di 808mila euro».

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