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«Violenza di genere,
avanti con il reddito di libertà»

ANCONA - La consigliera regionale Simona Lupini (M5S) vicepresidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali, invita a promuovere di più la consapevolezza dei nuovi strumenti normativi per combattere il fenomeno e la Regione «ad investire ancora nella rete di assistenza territoriale e nella sua integrazione con altre strutture socio-sanitarie»
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Simona Lupini

 

Oggi, 25 novembre, si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un fenomeno, che nelle Marche come in Italia è cresciuto durante il lockdown. A fare il punto, sulla situazione marchigiana e sulle risposte da dare, la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Simona Lupini, vicepresidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali, con un’esperienza importante sul campo nel settore delle violenze di genere. «Le segnalazioni di violenze sono cresciute del 79,5% nel 2020, un dato davvero preoccupante: un vero e proprio stress test per il sistema, che però fortunatamente ha retto bene. I soli Centri Anti Violenza hanno attivato 407 percorsi di accompagnamento, e il loro lavoro si svolge in sinergia con Case d’Emergenza, Case Rifugio e Case per le semi-autonomia, che accolgono le donne e i minori in difficoltà e che lavorano a pieno regime» sottolinea la consigliera in un comunicato, commentando i dati del Rapporto sulla Violenza di Genere nelle Marche, presentato in Consiglio martedì 23 e di cui è stata relatrice di minoranza «La Regione deve comunque investire di più nella rete di assistenza territoriale, e nella sua integrazione con altre strutture socio-sanitarie, che possono rendere più tempestivo e capillare l’intervento: non dimentichiamoci che la violenza di genere è un fenomeno spesso sommerso».

E in quest’ottica, l’invito è alla Giunta per accelerare sul riordino dei consultori familiari «primo anello fondamentale del sistema di intervento contro le violenze, – sottolinea la consigliera – ma aspettano da anni maggiori fondi, personale e una legge di riordino delle loro competenze e organizzazione, che nelle Marche manca dal 2003: il Consiglio ha votato all’unanimità a inizi 2021 un impegno per arrivare presto a una nuova legge, e i dati del Rapporto ci dicono che non possiamo più rimandare l’azione».

Fondamentale anche la sensibilizzazione nel quotidiano. «Ho avuto il piacere di intervenire domenica 21 novembre a ‘La sala d’attesa’, uno spettacolo teatrale promosso dall’associazione Artemisia di Fabriano, con la collaborazione di psicologhe, operatrici e volontarie dell’antiviolenza. – aggiunge la Lupini – Le attività di educazione, di consapevolezza, di confronto con la comunità sono fondamentali, per costruire una cultura del rispetto reciproco». Infine, non vanno dimenticati i nuovi strumenti nazionali messi in campo per lottare contro il fenomeno.«Il numero unico antiviolenza 1522, che abbiamo promosso come Movimento 5 Stelle, è stato un primo passo fondamentale per permettere alle vittime di denunciare in sicurezza. Il passo successivo era costruire uno strumento nazionale, universale, che evitasse di costringere alla terribile scelta tra povertà e violenza: oggi, abbiamo finalmente il Reddito di Libertà, un fondo dell’Inps che sostiene i percorsi di emancipazione delle donne vittime di violenza. Dobbiamo promuovere la consapevolezza di questi strumenti, e rafforzarli sempre di più».

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