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Cardiologia, Aquilanti torna da primario:
«Civitanova merita un ospedale
che stia al passo con la sua dinamicità»

SANITA' - Trent'anni fa da giovane medico avviò il reparto assieme all'allora dirigente Carlo Massacci, oggi il 60enne anconetano è al timone. «Per me è un ritorno fra amici, ho ritrovato alcuni colleghi. Questa struttura andrebbe potenziata, soprattutto di risorse umane. Cercheremo di farlo anche con l'aiuto degli specializzandi»
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Luigi Aquilanti

 

di Laura Boccanera

E’ arrivato a Civitanova da giovane cardiologo negli anni ’90 quando il reparto era stato aperto dall’allora primo primario Carlo Massacci e mai avrebbe pensato che a distanza di tanti anni sarebbe tornato proprio lì dove tutto è iniziato. Luigi Aquilanti, 60 anni di Ancona è il nuovo primario della cardiologia di Civitanova. E’ arrivato in città da circa un mese nella sua veste di dirigente sanitario ed è un cardiologo “made in Marche” come ama definirsi dal momento che la sua formazione accademica e quella in reparto si è svolta su è giù per la Regione. L’abbiamo incontrato per capire prospettive del reparto e aspettative. Da subito ad averlo colpito è l’approccio con la città: «Mi sono laureato e specializzato ad Ancona e dopo alcuni anni  a Pergola, Chiaravalle e all’ospedale di Ascoli sono arrivato a Civitanova. Allora c’era il dottor Massacci che aprì letteralmente la Cardiologia in questa città e io ero con lui in quegli anni. Vi rimasi 6 anni e mai avrei immaginato un ritorno che per me è un ritorno fra amici, ho ritrovato anche alcuni colleghi, sia io che loro però ora abbiamo qualche capello bianco in più».

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L’ospedale di Civitanova

Per 18 anni Aquilanti ha lavorato alla cardiologia del Lancisi nell’equipe del professor Gian Piero Perna e ora l’incarico di dirigente a Civitanova: «Quello che mi ha colpito subito di questa città è che per popolazione e vivacità merita un ospedale che stia al passo con la sua dinamicità, che venga potenziato, soprattutto di risorse umane che, il Covid lo ha dimostrato, sono fondamentali in medicina. Attualmente abbiamo 12 posti letto in reparto, 3 in terapia intensiva e 1 di terapia intensiva a disposizione con la rianimazione e l’occupazione è sempre al 100%, avendo comunque garantiti i posti letto di emergenza. Cercheremo di potenziare il personale anche con l’aiuto degli specializzandi, le università a numero chiuso hanno aumentato la qualità dei giovani che oggi arrivano a fare questo mestiere, ma serve anche la quantità. Abbiamo una  collaborazione attiva con l’ospedale di Macerata e con quello di Ancona per alcuni servizi come l’emodinamica per la quale i nostri pazienti si recano nel capoluogo in giornata e poi tornano qui. Ad oggi svolgiamo attività di cardiologia clinica a tutti i livelli dall’emergenza e urgenza fino anche alla pediatria e abbiamo una buona dotazione tecnologica. Una cosa che funziona molto bene qui è l’ambulatorio di scompenso cardiaco che è un vanto della struttura, gestito dal dottor Viozzi e nel quale afferiscono numerosi pazienti che vengono monitorati costantemente tramite interviste telefoniche per capire lo stato di salute. Un monitoraggio che permette non solo di avere percezione costante sulla salute dei pazienti, ma anche di ottimizzare i controlli sulla base delle urgenze».

 

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